Diventa Fan di GameStar su Facebook! Seguici su Twitter!

Dai nostri partner

Boutique
High tech


Auto usate

speciale -

[E3 2006] Day one: se Dante fosse stato un videogiocatore...
 
 
 
 
 
 

Le prime impressioni appena entrato, le ragazze, gli stand, i gadget... E tanti bei giochi di cui parlare, fra cui Sparta e Just Cause... Il nostro inviato ci regala un completissimo reportage del primo giorno di apertura ufficiale dell'area espositiva dell'E3 2006.

Data: 11-05-2006 Evento dal nostro inviato Davide Pessach

Pagina successiva >

Altri materiali sul Day One:
- Il saluto in video del nostro inviato
- La panoramica dell'ingresso del Convention Center
- Il video esclusivo di Sparta: Ancient Wars  (PC)
- Il video esclusivo di una corsa in moto con Gran Turismo HD (PS3)
- Il video esclusivo di Alliance, sparatutto in cerca di publisher (PC)

Se Dante fosse stato un videogiocatore, probabilmente avrebbe descritto la sua Divina Commedia come l’E3, il massimo evento mondiale nel settore dei videogiochi. E non avrebbe dovuto nemmeno cambiare ambientazione (tra Inferno e Paradiso), tutto poteva svolgersi nei padiglioni della fiera occupati da sviluppatori e publisher.
Forse, soltanto, avrebbe dovuto iniziare al contrario, ovvero partendo dal paradiso.
La prima impressione per un novizio dell’E3 è, infatti, proprio quella di trovarsi in una sorta di giardino dell’Eden dei videogiochi. Tutti i titoli mostrati sono nuovissimi e la maggior parte di essi sono giocabili, lì, subito, su schermi da 37” in su e con un sistema surround sempre a livelli stratosferici.
Poi c’è il miraggio di eventuali omaggi, press kit, demo esclusive e regalini vari: un inganno nel quale il videogiocatore, completamente in bambola per l’entusiasmo, cade facilmente: si ritrova, infatti, molto presto, carico di sacchetti contenenti brochure, giornali, volantini che costituiscono il 90% del peso che si trascinerà dietro per l’intera esperienza fieristica. Gli unici oggetti veri che ho avuto modo di recuperare come “omaggi” sono i classici nastri da appendere al collo per tenere la macchina fotografica o il cellulare; ovviamente sponsorizzati dall’omaggiatore.
Facile, quindi, che i sacchetti totalizzino una decina di chili a fine giornata, a fronte di pochi grammi di materiale veramente interessante. Ma il giocatore è contento così, più grande e pesante è il sacchetto, più gioiosa la sensazione di aver fatto “bottino”.

Cosa faccio, entro o non entro? Entro...

L'ingresso del "tempio"

Poi abbiamo le babe ...ah le babe...ragazze spesso soltanto di media bellezza ma vestite sempre come se fosse carnevale: astronaute, pompieri, bagnine, judoke, guerriere barbare, piloti di automobili sportive con tanto di tuta attillata e via dicendo. Ognuno di questi costumi è ovviamente ridotto all’osso e puntualmente realizzato per applicare una tensione non indifferente al petto della poveretta: in questo modo la sua seconda scarsa sembrerà un’esplosiva quinta. Sempre.
E l’atteggiamento? Sempre uguale ovviamente: sorriso compiaciuto ammiccante ma mai personalizzato: tornate dopo mezz’ora e la ragazza non si ricorderà di aver già fatto una foto con voi, ripeterà la stessa manfrina e si rimetterà in posa per il nuovo scatto.
A tratti è un fenomeno che fa paura, sembrano quasi degli automi pre-programmati per fare una cosa sola (e non quella che spereremmo tutti).

Ah,,, la babe... mi sa che qui ci sono giochi interessanti

Una presentazione decisamente discreta...

Altro fenomeno interessante è costituito dagli stand “segreti” o comunque accessibili tramite conoscenze/lunghissime code/pass vip di potenza mortale. Li riconoscete velocemente perchè sono quelle zone totalmente recintate in cui nemmeno se siete alti due metri e venti riuscite a guardare dentro; inoltre, la coda è ben riconoscibile in quanto si attorciglia spesso per centinaia di metri intorno allo stand.
La ricompensa per queste eroiche ore di coda? Un sacchetto, una maglietta (in rari casi), una spilla, un tappetino per mouse... ma il valore non è nell’oggetto in sé, ma nell’impresa titanica che lo renderà dolcissimo e preziosissimo.
Ma i giochi? Non è forse per loro che facciamo tutto questo? Isn’t this all about games? Come direbbe Reggie Fils-Aime di Nintendo of America...
I giochi sono l’unica cosa su cui dovreste concentrarvi se siete all’E3, perchè, veramente, come vi ho detto sopra, tutto il resto è finto e costruito per aggiungere valore all’esperienza ludica; spesso, anzi, più c’è costruzione intorno meno il gioco merita (proprio perchè ha bisogno di questi creatori di entusiasmo “artificiali”).
E i giochi in questa edizione dell’E3 non mi hanno deluso affatto; ho avuto modo di vedere, pur visitando per ora soltanto un terzo dell’intera fiera, titoli estremamente promettenti e giochi ormai in arrivo in grado di farmi sognare. Tanto che appena tornato in hotel mi sono affrettato a buttare giù una mia lista della spesa personale da tenere nel portafoglio nei prossimi mesi.

Pagina successiva >

Segnala: Condividi   Email Stampa questo articolo
.