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Quattro chiacchiere con Dale Brown
 
 
 
 
 
 

In occasione dell'uscita di Act of War: High Treason, riproponiamo questa intervista esclusiva di GameStar a Dale Brown, il noto scrittore che ha ispirato la storia di Act of War. Un'occasione per affrontare tematiche che vanno anche oltre quella del videogioco

Data: 07-04-2006 Speciale a cura di Camillo Morganti

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Ex pilota di bombardieri pluridecorato, Dale Brown , classe 1956, è attualmente uno degli scrittori di maggior successo in America e all’estero: i suoi libri vengono tradotti in 11 lingue e distribuiti in oltre 70 paesi nel mondo e ha già venduto qualcosa come 10 milioni di copie. In Italia, Brown è pubblicato dalla casa editrice TEA. Un personaggio così, ovviamente, non poteva non attirare la nostra attenzione, perciò GameStar ha colto al volo l’occasione per fargli qualche domanda.

GameStar: È difficile scrivere la trama di un videogioco? Si tratta di un’esperienza molto diversa rispetto alla scrittura di un libro?

Dale Brown: Per Act of War io ho scritto soltanto la trama generale. Il compito di adattare quest’ultima al gioco, scrivendo dialoghi, testi e sequenze filmate introduttive ai vari livelli è ricaduto sulle spalle della scrittrice Susan O’Connor. Per il resto ho svolto il compito di consulente militare, fornendo informazioni sugli armamenti e le tattiche di guerra. Non ho lavorato gomito a gomito con Eugene Systems, però; il che tra l’altro è un bene, perché non ho molta esperienza delle sottigliezze della programmazione. A breve, comunque, pubblicherò anche una versione romanzata di “Act of War”.

GS: Pensa davvero che il terrorismo di stampo “economico” sia una delle principali minacce alla pace nel mondo?

DB: Senza dubbio. Ci saranno sempre conflitti innescati da motivi religiosi, etnici, o politici, ma l’ascesa delle corporazioni multinazionali è qualcosa che trascende tutte le barriere tradizionali. Tali corporazioni sono costrutti astratti e artificiali che rappresentano e difendono soltanto i propri interessi – ossia il profitto e il potere – senza curarsi di alcun problema di natura nazionale, morale o sociale. Credo fermamente che le multinazionali diventeranno potenti quanto nazioni nel prossimo futuro e, a dire il vero, alcune già lo sono.

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