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The Legend of Zelda: Twilight Princess ha subito uno sviluppo travagliato, dopo numerosi rinvii, il gioco, nato per GameCube, è arrivato insieme alla nuova console Wii. Nintendo affida quindi un duplice ruolo a Twilight Princess: riportare i giocatori nella Hyrule di un tempo e mostrare le capacità del Wii. Mettetevi in sella al vostro destriero e preparatevi, ancora una volta, a cavalcare attraverso le verdi distese di Hyrule
Data: 15-12-2006 Recensione di Vincenzo Giuffrida
Prima di iniziare la recensione di questo The Legend of Zelda: Twilight Princess è necessaria una breve lezione di storia per coloro che si sono da poco avvicinati al mondo Nintendo e un ripasso per i giocatori di vecchia data. Perché, mai come in questo caso, il valore del gioco è strettamente legato al passato e per capire ciò che The Legend of Zelda: Twilight Princess rappresenta è necessario inserirlo all’interno della cronologia della serie.
The Legend of Zelda: Twilight Princess rappresenta infatti una tappa cruciale nel percorso della saga e di Nintendo stessa, ma non solo in quanto esponente di una delle serie di videogiochi più amate e apprezzate di sempre. E’ qui infatti che entra in gioco quel lontano 1998 quando, su Nintendo 64, uscì The Legend of Zelda: Ocarina of Time, quel capolavoro ancora ammirato e considerato da molti ineguagliato. In esso, per la prima volta, Link, protagonista indiscusso della serie, diventava adulto e si muoveva in un’ Hyrule (per chi non lo sapesse è il mondo in cui è ambientato The Legend of Zelda) tutta tridimensionale.
A Ocarina of Time seguirono Majora’s Mask e The Wind Waker uscito su GameCube. Entrambi però non si ponevano in confronto diretto con Ocarina of Time proponendo atmosfere e mondi di gioco profondamente diversi.
I fan della serie attendono quindi da anni il vero seguito morale di Ocarina of Time ed è proprio Twilight Princess ad assumere questo importante ruolo. Il Link di Twilight Princess è infatti di nuovo adulto, sale nuovamente in groppa al suo cavallo e si prepara a solcare le vaste lande di Hyrule, quelle stesse terre che solcò ben otto anni fa.
The Legend of Zelda: Twilight Princess è stato sviluppato per GameCube, Nintendo ha però deciso, dopo numerosi rinvii, di adattare i controlli alla nuova console Wii e proporre il gioco come titolo di lancio.
Ecco quindi che Twilight Princess non soltanto si assume l’incarico di essere il seguito di un capolavoro ammirato e osannato negli anni, ma si carica anche della responsabilità di accompagnare il lancio di una console originale e atipica come il Wii.
Detto questo credo vi sarete resi conto dell’importanza che Twilight Princess assume all’interno della serie e quanto siano pesanti le aspettative che gravano sul gioco in questione. Ma iniziamo adesso ad analizzare nel dettaglio Twilight Princess.
Il gioco inizia con un lungo silenzio, niente spettacolari filmati d’apertura, nessun accenno di trama: Link, storico protagonista della serie, si trova nel suo villaggio immerso nel verde e parla, dinanzi a un pacato laghetto, con un altro abitante del villaggio. Incomincia così un lungo tutorial il cui compito è quello di introdurre al giocatore i controlli. Si inizia a conoscere il protagonista dell’avventura, i suoi amici, la sua vita nel villaggio, il suo cavallo.
Parallelamente il gioco insegna, in maniera velata, a sfruttare Wii Remote e Nunchuk introducendo il giocatore nelle meccaniche del gameplay. Una lunga introduzione quindi, necessaria per far prendere padronanza col nuovo sistema di controllo: si impara a cavalcare, lanciare con la fionda, nuotare, combattere con la spada, pescare. Il sistema di controllo di Twilight Princess adattato al pad del Wii è infatti uno degli argomenti che ha fatto più discutere durante i mesi antecedenti l’uscita del gioco, alcuni lo accusavano di scarsa immediatezza, altri di apparire troppo confusionario e di mostrare eccessivamente le origini di un gioco nato inizialmente solo su GameCube.
Parliamo quindi subito del sistema di controllo e poniamo fine a tutte le supposizioni e preoccupazioni dovute all’introduzione del pad del Wii nelle meccaniche di Zelda. Twilight Princess nasce su GameCube e questo è evidente anche se giocato su Wii, ma ciò non significa che i controlli del gioco falliscano. Wii Remote e Nunchuk, inseriti nelle meccaniche di Twilight Princess, non stravolgono il gameplay né rivoluzionano la serie come fece il 3D a suo tempo, ma l’unione fra Zelda e Wii funziona sin dai primi minuti di gioco. Forse merito del lungo e funzionale tutorial, non ci si accorge neanche di aver effettuato un così radicale cambiamento di controller. Ci si immerge quindi con naturalezza nel mondo di Zelda senza neanche fare caso alle lievi difficoltà iniziali riscontrate nella gestione del sistema di puntamento sfruttato da alcuni oggetti come la fionda. Il mirino della armi a distanza come fionda e arco viene mosso infatti tramite il Wii Remote e, in breve tempo, scoccare una freccia con precisione su Wii diventa più intuitivo che con un pad tradizionale. Inoltre Nintendo è riuscita a creare una telecamera quasi sempre perfetta, centrabile alle spalle del protagonista tramite la pressione del tasto Z, che sopperisce egregiamente alla mancanza di una telecamera gestibile liberamente.
Tutto sembra studiato nei minimi dettagli, Link si muove tramite la levetta analogica del Nunchuk, al Wii Remote sono assegnati gli oggetti da utilizzare e gli attacchi con la spada. Non illudetevi però che i movimenti del Wii Remote vengano rigorosamente tradotti nei movimenti della spada. Nintendo ha semplicemente sostituito alla pressione del tasto A lo scuotimento del Wii Remote. Per cui, qualunque sia il movimento impresso al telecomando del Wii, l’attacco effettuato con la spada sarà sempre quello standard.
Questa meccanica potrà rivelarsi leggermente confusionaria all’inizio ma, una volta imparato a brandire con tempismo il Wii Remote, ci si dimentica facilmente del tasto A dei vecchi pad. I combattimenti con la spada non soltanto sono resi maggiormente coinvolgenti grazie all’utilizzo del Wii Remote e alla cassa integrata nel telecomando, ma vengono arricchiti da alcune tecniche speciali, da apprendere nel corso dell’avventura, in grado di donare maggiore profondità a una meccanica di combattimento già collaudata.
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