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Grafica rinnovata, effetti atmosferici, guardalinee in campo e una nuova interfaccia nei menu. Queste le principali innovazioni di Pro Evolution Soccer 6 su Xbox 360, ma basterà tutto questo per trasformare il nuovo videogioco calcistico di Konami nel solito punto di riferimento per gli appassionati di tutto il mondo?
Data: 27-10-2006 Recensione a cura di Piersandro Guerrera
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Dal lancio di Xbox 360 lo scorso dicembre gli appassionati della simulazione calcistica firmata Konami aspettavano con ansia l'autunno 2006 per poter mettere le mani sulla prima edizione next-gen di Pro Evolution Soccer. Dopo Pro Evolution Soccer 5, comunque giocabile dagli utenti della nuova console Microsoft grazie all'emulatore Xbox, le premesse per sfruttare adeguatamente il potenziale offerto da Xbox 360 c'erano tutte.
Durante questi 10 mesi le voci di corridoio e i vari annunci sulle novità di questa tanto attesa versione si sono susseguite. Si scoprivano mirabolanti evoluzioni multiplayer, come partite giocate da undici giocatori contro altri undici, grafica straordinaria superiore a quella dell'antagonista FIFA 06 di Electronic Arts, tante nuove animazioni e una giocabilità ulteriormente migliorata grazie alla potenza di calcolo della console che riusciva a conciliare intelligenza artificiale e una più realistica fisica del pallone.
Dopo tanta attesa finalmente Pro Evolution Soccer 6 è giunto tra noi, quante delle premesse sono state realizzate? Già dalla prima apparizione durante la scorsa Games Convention di Lipsia ci siamo resi conto che il cambiamento, almeno dopo un primo sguardo, non era così evidente come ci si aspettava. La grafica era migliorata, così come le animazioni dei giocatori e la qualità degli stadi ma... lo scheletro era sempre lo stesso, rigido come la sua prima apparizione su PlayStation 2.
Chi ha avuto la possiblità di giocare la versione PC di Pro Evolution Soccer in questi anni, dopo aver avviato PES6 su una Xbox 360 dotata di schermo ad alta definizione, noterà poche differenze con quanto era già abituato. La giocabilità è migliorata, questo sì, ma il beneficio maggiore del passaggio dalla prima Xbox alla recente console di Microsoft è quasi esclusivamente grafico. Finalmente compaiono i guardalinee, fantasmi che nei precedenti capitoli apparivano nelle scene di intermezzo dopo un fuorigioco ma che non erano realmente in campo, così come vengono aggiornati i tifosi sugli spalti che da orrende bitmap bidimensionali diventano dei personaggi a tre dimensioni ripetuti all'infinito.
Si è quindi passati all'alta definizione, già appanaggio dei prossessori della versione PC, migliorando quei dettagli che fino a oggi erano stati tralasciati nell'adattamento dell'edizione PlayStation 2 su computer. L'interfaccia del gioco è infatti completamente ridisegnata, mantenendo comunque invariato l'ordine dei vari menu, anche se stranamente scompaiono alcuni dei punti di forza delle precedenti edizioni. Non esiste più il PES Shop, una sezione in cui era possibile sbloccare alcuni elementi del gioco come squadre nazionali storiche, giocatori simbolo del calcio del passato, palloni e un livello di difficoltà supplementare.
Pur avendo quattro campionati e parecchie squadre con la licenza originale sono ancora troppe le assenze importanti in Pro Evolution Soccer 6, come l'intero campionato inglese con il Chelsea di Abramovich irriconoscibile, e non mancano evidenti errori negli aggiornamenti delle squadre. Il nuovo gioco di Konami è disponibile dal 27 ottobre ma il database dei giocatori di PES6 sembra essere quello dei primi giorni di agosto, anche se non mancano i principali trasferimenti per le squadre più importanti, ancora una volta la software house giapponese non dimostra l'adeguata accortezza per rendere "perfetto" quello che da sempre è il simulatore di calcio più amato dagli appassionati.
I volti dei giocatori, specie nelle squadre minori, non sono quelli corretti ma l'assurdo sta nel fatto che analizzando singolarmente i vari giocatori ci si accorge di un errore nell'assegnazione dei volti nella stessa squadra ai giocatori sbagliati. Si tratta di un errore ricorrente, già notato negli anni passati, a cui però Konami non è venuta in soccorso. Vedere un calciatore "capellone" completamente calvo e, viceversa, il compagno di squadra calvo con tanti capelli è paradossale, ma è lo scotto da pagare per godersi la giocabilità di Pro Evolution Soccer 6...







