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Se avete sempre desiderato una moto e non l'avete mai comprata, se invece l'avete e non riuscite a stare lontani dalle due ruote nemmeno stando davanti a tastiera e mouse, se oltre a ciò il nome Ducati vi fa aumentare le pulsazioni, date uno sguardo a Ducati World Championship. Oppure leggete i risultati della nostra "prova su pista"...
Data: 18-10-2006 Recensione di Luca Mannurita
Pilotare una moto da gara è il sogno di chissà quanti motociclisti. Chissà quanti tra di questi farebbero una follia per avere una prestigiosa Ducati. Noi videogiocatori incalliti possiamo addirittura permetterci il lusso di fare entrambe le cose. Nel nostro mondo virtuale, s'intende, dove spesso l'impossibile diventa quotidiano. Ducati World Championship mette a nostra disposizione l'ampia gamma di bolidi a due ruote della rinomata scuderia e una licenza di tipo C che ci permette di iscriverci alle gare cominciando dalla “piccola” Ducati Monster.
Ora che godiamo della fiducia del direttore sportivo, non ci resta che saltare in sella e far fare le scintille alla povera Ducati Monster: pieghe al limite, furiose accelerazioni fin quasi ad andare fuorigiri, acrobazie spericolate per superare in curva l'ultimo avversario che ci separa dal primo gradino del podio. L'adrenalina si accumula e si trasforma in velocità: dal box ci incitano a non mollare, il traguardo è vicino, ma anche i nostri inseguitori...
Ducati World Championship è un gioco di guida che ci mette in sella alle famose motociclette interamente italiane e ci dà l'occasione di provare, sebbene mitigato dalla tastiera del nostro computer, il brivido delle spericolate corse in pista.
Il primo impatto non è dei migliori: appena apparso il menù principale il nostro fedele mouse sparisce. Dobbiamo fare tutto tramite tastiera senza poter cliccare direttamente ciò che ci interessa. Ma non è questa la cosa peggiore: sembra che Ducati World Championship non faccia alcun genere di rilevamento dell'hardware per determinare le prestazioni del sistema. Infatti si avvia con le impostazioni predefinite che prevedono una mediocre qualità dell'immagine e una risoluzione di “soli” 800x600 punti. Una volta effettuate le correzioni del caso e riavviato il gioco, non ci resta che esplorare il menù principale per scoprire cosa ci riserva Ducati World Championship.
Non sembra che manchi nulla: modalità gara veloce, campionato, carriera, menù di creazione del profilo che ci permette di personalizzare squadra, casco e tuta del pilota e anche di scegliere la pettoruta “race queen”, la ragazza-immagine che alla squadra è abbinata. Ce ne sono di ogni nazionalità e la nostra scelta è caduta sull'italiana Simona, protagonista del filmato di introduzione.
Parliamo subito di come si gira in pista, lasciando a dopo le osservazioni sul realismo, le impostazioni della moto e via dicendo. Siamo infatti convinti che, ancor più dei giochi di corse d'automobili, le gare delle nostre due-ruote preferite meritano speciale attenzione verso la resa delle animazioni, nel comportamento in pista e nella manovrabilità del veicolo in generale.
La prima cosa che ci ha lasciati perplessi è stato il sistema di controllo. Si possono memorizzare tre profili differenti di configurazione dei comandi ma ciò non toglie che sia davvero faticoso trovare la giusta combinazione di tasti sulla tastiera, una che non provochi qualche crampo a chi gioca. I quattro tasti cursore vengono impiegati per piegare la moto a destra e a sinistra e per mettersi in carena e a questi è dedicata la mano destra. Poi c'è un tasto per accelerare, tre per frenare e due per cambiare marcia. Se aggiungiamo il tasto per voltarsi indietro, il tasto per regolare la visuale e quello per utilizzare i punti QP... vi renderete conto che non ci sono molte alternative: o si gioca in compagnia o si va a comprare un joypad...
A proposito dei controlli ci ha lasciato perplessi l'impossibilità di utilizzare il mouse e la mancanza di supporto per un controller analogico come un volante. Siamo d'accordo che non è il massimo guidare una Ducati come se fosse una Porsche, con volante e pedaliera, ma se manca il supporto per i volanti nulla lascia supporre che siano supportati i manubri...
Una volta impostato il cambio automatico, indispensabile per chi non ha dita con un buon grado di indipendenza, guidare la moto diventa decisamente meno impegnativo. Purtroppo il controllo della moto in generale non è il massimo: stare in piega bene non è affatto facile e i movimenti a scatti del centauro mentre in pieno rettilineo cerchiamo di correggere leggermente la traiettoria non dicono niente di buono... Spesso quindi si sbaglia traiettoria perché si fa fatica a interpretare la direzione della moto.
Nemmeno la manovrabilità della moto alle basse velocità sembra il massimo e ci pare strano che non si riesca a impennare facilmente la Ducati Monster partendo da fermi. A conferma dei nostri sospetti forse la presenza di una modalità appositamente dedicata alle acrobazie... Per concludere il capitolo delle manovre, notiamo che la moto sembra sempre piuttosto stabile: brusche scalate o frenate mentre si è in piega non sembrano influire eccessivamente, e non ci sono nemmeno le derapate in accelerazione per consolarci...
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