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Ai giorni nostri non è facile vedere un videogioco in grado di rivoluzionare completamente un genere, specialmente se si tratta di uno sparatutto in prima persona. Ma grazie a un gameplay innovativo, armi tecno/organiche e una trama avvincente, Prey è riuscito a superare tutte le aspettative e sembra essere in grado di poter aspirare al titolo di “gioco dell’anno”.
Data: 14-07-2006 Recensione di Aurelio Ubaldi
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Il protagonista di Prey è Tommy, un giovane meccanico appartenente alla tribù dei Cherokee, che non vede l’ora di avere la giusta opportunità per abbandonare la riserva. Dopo tutto, la fidanzata di Tommy, Jen, è assolutamente contenta della sua vita, del suo lavoro, delle sue origini e le piace molto vivere nelle terre dei Cherokee e questo è spesso motivo di scontro tra i due.
Una notte, Tommy, Jen e il nonno di Tommy sono attratti verso il cielo da un’astronave aliena dove, una volta saliti a bordo, assistono a una serie di scene davvero cruente, come esperimenti genetici su esseri umani oppure delle vere e proprie carneficine.
Dopo essersi liberato dal macchinario che lo ha intrappolato grazie all'aiuto di un misterioso individuo, Tommy parte alla ricerca della sua fidanzata e alla ricerca delle origini che hanno causato tutto questo trambusto.
La trama di Prey suona come un qualcosa di già visto in numerosi film d’orrore o che hanno come protagonisti dei cattivissimi alieni (vedi Alien). Le ambientazioni in cui si svolge la trama del gioco sono perlopiù ambienti chiusi all’interno dell’astronave dove è presente ogni sorta di tecnologia futuristica, come ad esempio i portali spazio-distorsori. I portali permettono a Tommy di potersi teletrasportare in maniera immediata in luoghi eccessivamente lontani da poter raggiungere a piedi. Alcuni portali funzionano anche da distorsori della realtà, ossia che trasformano tutta l’ambientazione circostante.
Oltre ai portali, in alcune aree del gioco, è possibile trovare alcune passerelle che permettono di camminare sui muri oppure a testa in giù. E’ inoltre possibile modificare la gravità presente in alcune aree della mappa, permettendo così di poter “nuotare” nell’aria. Inutile dire che i capovolgimenti di gravità vi faranno letteralmente girare la testa...
Oltre all’arma iniziale, ossia l’arnese da meccanico, in Prey è possibile utilizzare ben sette altre armi costruite tutte grazie alla tecnologia degli alieni.
In realtà, queste armi sono uno strano mix di tecnologia e materiali organici. Dietro un aspetto poco rassicurante, si nascondono però armi piuttosto tradizionali nel loro comportamento. Basta guardare all'hunter rifle, che al di là delle appendici organiche, non è altro che un semplice shotgun a doppia canna. L’arma più caratteristica di Prey è indubbiamente la “Leech Gun”, una sorta di arma laser che si ricarica attraverso bocchettoni di energia che è possibile trovare all’interno dell’astronave. A energie diverse corrispondono effetti diversi, un altro elemento che arricchisce l'esperienza di gioco e porta talvolta a prendere decisioni strategiche.
I comandi di Prey sono praticamente gli stessi utilizzati in giochi come Doom 3 e Quake 4 e, data la loro semplicità, non presentano notevoli difficoltà di apprendimento.
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