Diventa Fan di GameStar su Facebook! Seguici su Twitter!

Dai nostri partner

Boutique
High tech


Auto usate

recensione -

Shadow of the Colossus
 
 
 
 

Qualcuno, raramente, nel mercato dei videogame osa innovare... In passato, per quanto riguarda la PlayStation 2, è successo un paio di volte: Rez e Ico sono i figli di questa Innovazione con la "I" maiuscola. Esperienze in grado di abbandonare totalmente le formule commercialmente vincenti del videogioco classico e di proporre esperienze videoludiche di grande atmosfera e profondità artistica senza tradire l'obiettivo di un videogioco, ovvero divertire. Shadow of the Colossus è fatto della stessa pasta dei due capolavori citati, in particolare è il seguito (non ufficiale) di Ico, gioco con cui condivide molti elementi caratteristici.

Data: 01-03-2006 Recensione di Davide Pessach

Pagina successiva >

Altri contenuti su Shadow of the Colossus:
- Intervista ai programmatori di Shadow of the Colossus
- Galleria d'immagini di Shadow of the Colossus

Shadow of the Colossus inizia con il nostro anonimo protagonista che, in sella a un imponente cavallo, porta il cadavere di una fanciulla in una sorta di tempio (dal vago sapore azteco). Qui, la divinità del luogo lo informa della possibilità remota di resuscitare la ragazza a fronte dell'uccisione dei sedici colossi che abitano la landa desolata e maledetta in cui si svolge il gioco.
Ciò è tutto quanto dovete sapere, insieme al fatto che non avrete altro di cui disporre all'infuori del vostro fedele cavallo (dal nome Agro), una spada magica (l'unico strumento che può uccidere un colosso) e un arco. All'infuori di quanto elencato non avrete nient'altro, quindi non esiste nessun inventario.

E' da qui che tutto comincia... anche se all'inizio non si capirà molto

Il riflesso della spada vi guiderà sul vostro cammino. Una trovata geniale per eliminare l'interfaccia

L'esperienza inizia così, con il vostro personaggio in sella al cavallo alla ricerca del primo colosso da uccidere. Ricerca che dura poco e che vi condurrà al cospetto del primo gigante da abbattere, e alle prime domande che dovrete porvi: come approcciarlo? dove colpirlo? come raggiungere i punti deboli? E, in generale, qual è lo schema di attacco legato a questo colosso?
La primissima sensazione è di smarrimento e frustrazione; trovarsi di fronte a un'enormità apparentemente invincibile dotati di nient'altro che il corrispettivo "colossesco" di una lima per unghie è perlomeno terrorizzante.
Poi inizierete a osservare, analizzare, sperimentare. Fino a quando non troverete il punto debole e la strada per raggiungerlo. Quindi eseguirete, con non poca difficoltà, ciò che il vostro cervello vi ha suggerito e, alla fine, alla morte del colosso, vi godrete la soddisfazione delle sfide videoludiche meglio congeniate.
Quanto descritto è, in poche parole, tutto il gameplay di Ico: moltiplicate per sedici e completerete il gioco. Non c'è mai stata tanta dissonanza tra l'apparenza (scarna) di un gioco e la sua profondità (immensa). Non c'è mai stato tanto valore in un gameplay così limitato...se non nei capolavori citati a inizio recensione, Ico e Rez.

Fronteggiare i colossi richiede davvero una buona dose di coraggio

I paesaggi di Shadow of the Colossus sono un elemento fondamentale del gioco

Shadow of the Colossus è un esperienza totale, che coinvolge tutti i vostri sensi e che stuzzica tutti i desideri del videogiocatore. Esplorare una landa desolata, calmissima e, a prima vista, totalmente disabitata; ma sconfinata, affascinante, dai panorami mozzafiato e ricca di scorci che non scorderemo facilmente. Ascoltare una colonna sonora perfetta e una natura in perfetta armonia. Godersi le animazioni perfette del proprio cavallo (non ricordo, a memoria, un animale così ben animato). Usare il cervello per risolvere enigmi interessanti e ben realizzati. Armarsi di pazienza e destrezza (spesso in stile platform) per portare a termine il combattimento con il colosso di turno.
Tutto si fonde a creare un ambiente coerente, un'esperienza mai monotona (anche se rifarete sedici volte la stessa cosa, questo è strabiliante) e una notevole sensazione di realizzazione man mano che si procede nell'esperienza.

Pagina successiva >

Segnala: Condividi   Email Stampa questo articolo
.