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Un anno fa Star Wars Battlefront ha dimostrato che una licenza di Guerre Stellari può far felici non sono i fan della saga, ma anche gli appassionati di multiplayer. Ora Star Wars Battlefront 2 introduce importanti novità per migliorare anche il gioco in single-player. Saranno sufficienti a promuovere a pieni voti questo titolo di LucasArts?
Data: 28-12-2005 Recensione di Daniela Creglia e Alfredo Distefano
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L’originale Battlefront ha dimostrato che una licenza di Star Wars può generare un vero gioco, non soltanto un’occasione per accontentare i fan della saga con un titolo altrimenti mediocre. Non è un caso se il primo Battlefront è diventato anche il titolo più venduto della nutritissima serie legata a Guerre Stellari. Il cuore della prima versione era comunque uno sparatutto multiplayer (in terza o prima persona a seconda delle impostazioni del giocatore) e non riusciva a convincere del tutto chi invece voleva concentrarsi sulla modalità a singolo giocatore. Anche per superare questo limite, LucasArts non è stata parca in quanto a novità in Battlefront 2: battaglie nello spazio, più mappe, la possibilità di controllare gli eroi, più armi. Ma anche qualche pasticcio nell’intelligenza artificiale e maggior confusione.
Una conquista dopo l’altra
Il pezzo forte di Battlefront 2 è ancora la modalità Conquista. Il giocatore veste i panni di Ribelle, Soldato Imperiale, Cacciatore di Cloni oppure Droide, combattendo per ottenere posti di comando. Vince chi riesce a conquistarli tutti e tenere la posizione per venti secondi. Ogni team dispone di un punteggio limitato: se un commilitone muore, la squadra perde un punto. Esauriti i punti disponibili, il team perde. Battlefront 2 introduce questo concetto in due varianti di gioco singolo. Nella modalità campagna, il giocatore si infila nell’armatura di un Clone Guerriero per partecipare a molti fra i combattimenti incontrati nei film della serie (a esclusione del primo episodio): dalla battaglia di Mygeeto alla tempesta su Hoth. I commilitoni guidati dall’I.A. non conquistano nessun punto di comando: sta al giocatore conquistare una posizione dopo l’altra. Non che sia un compito particolarmente difficile, difatti gli avversari si lasciano far fuori con una certa facilità. Purtroppo anche i vostri commilitoni sono altrettanto tonti, dunque potrete totalizzare solo un punteggio ridotto. Mentre il nemico dispone di risorse illimitate, voi dovrete fare tutto da soli...
La trama introdotta per guidare il giocatore nella modalità single player è abbastanza incalzante, anche se la lunga successione di micro-obiettivi e una certa mancanza di “coreografia” dello scenario (come invece avviene per esempio in Call of Duty 2) offre un’esperienza un po’ frammentata, che denuncia comunque un cuore multiplayer.
Volare, che passione
Una delle principali novità di Battlefront 2 è il fatto che alcune delle schermaglie hanno per sfondo lo spazio siderale. Con i caccia e i bombardieri TIE ci si lancia all’assalto degli X-Wing e Y-Wing, attaccando anche le gigantesche navi Mon Calamari. Gli scenari spaziali sono una variante gradita dei combattimenti a terra, ma la goffaggine dei controlli e una grafica non entusiasmante lasciano un po’ l’amaro in bocca. D’altra parte, la libertà di azione, che è un marchio di fabbrica della serie Battlefront, permette di provare emozioni che per un fan di Star Wars sono uniche. Qualche esempio? Provate a partire con una nave da trasporto dei ribelli, atterrate nell’hangar di un gigantesco incrociatore imperiale e rubate un Tie Fighter per attaccare lo stesso incrociatore... Oppure nell’hangar imperiale scendete dalla vostra navetta e a piedi penetrate all’interno dell’incrociatore per danneggiare i suoi sistemi o per prendere il controllo dei cannoni antiaerei e far fuori gli stessi caccia dell’Impero...
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