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Arriva puntuale, come un orologio svizzero, il nuovo, attesissimo capitolo della serie Pro Evolution Soccer. Le aspettative sul gioco sono tantissime, le parole di Mr. Shingo “Seabass” Takatsuka fanno ben sperare riguardo ad una nuova espressione della simulazione calcistica ai massimi livelli di realismo possibili. Konami presenta dunque un prodotto contraddistinto da un comparto grafico che si attesta su livelli ottimali, una nuova gestione della fisicità degli atleti molto reale, un gameplay che risulta del tutto rinnovato in ogni sua parte. Ma…
Data: 20-12-2005 Recensione di Giovanni Marrelli
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C’erano una volta i tempi in cui bastava relativamente poco per divertirsi: un gioco, dedicato allo sport più amato dagli italiani, con una grafica in stile cartoonesca, un gameplay divertente pur essendo lontano anni luce dal realismo che contraddistingue il passaggio all’epoca moderna della breve storia videoludica.
I tempi sono cambiati, e la prova palese di tale teoria è la continua ricerca di quel “realismo” che diviene, giorno dopo giorno, sempre più presente nella nostra “videoludica” esistenza. La rincorsa al titolo di simulazione più realistica in assoluto ha portato negli ultimi anni ad una serie di giochi più incentrati su come poter sorprendere l’avversario con innovazioni più o meno apprezzate dagli utenti che a migliorare quegli aspetti segnalati proprio dagli stessi utenti che, naturalmente, sono coloro che danno la vita a questo mercato. La musica non appare essere cambiata, con il nuovo Pro Evolution Soccer 5
che, per quanto migliorato e rinnovato, non appare risolvere i problemi che da tanto, troppo tempo affliggono la serie creata da Konami e da Mr. Shingo Takatsuka.
Pro Evolution Soccer 5 si presenta al grande pubblico sotto una nuova veste per quanto concerne il menu iniziale, più aggressivo e accattivante, che mostra il folto parco opzioni disponibile: oltre alla classica amichevole, sarà possibile prendere parte ad un campionato fra i tanti disponibili, ad una coppa, preimpostata o personalizzata, alla sempre più vasta Master League, o di allenarsi per far pratica con i comandi e, infine, di disputare una partita online (sempre ammesso che possediate il Network Adapter per PlayStation 2).
Non importa se siate seguaci della serie da tempo o se vi concediate al gioco per la prima volta: Pro Evolution Soccer 5 presenta uno stereotipo di gioco radicalmente cambiato, per cui anche i più navigati della serie dovranno prendersi la briga di sostenere un duro allenamento di svariate sessioni di gioco per cominciare a poter creare qualche azione semi-decente. Konami, in fase di sviluppo, affermò che il gameplay sarebbe stato soggetto ad un necessario sconvolgimento, dovuto alla volontà di Takatsuka-San di portare il realismo nella serie ai massimi livelli disponibili. Sin dalle primissime battute di gioco si nota una maggiore concentrazione di gioco nella zona nevralgica del rettangolo di gioco (il centrocampo, ndr): la volontà di Takatsuka di creare un PES sempre più realistico si traduce ora con un gioco più maschio, caratterizzato da contrasti, spallate, entrate dure, tipologia di gioco che rende difficile la vita, come detto, anche ai giocatori più esperti.
Riuscire a trovare lo spazio per un passaggio filtrante diviene alquanto problematico se si tarda l’esecuzione dello stesso: gli amanti del gioco raffinato, costituito da tocchi pregevoli, dribbling da favola e tiri più o meno irreali ma molto spettacolari, dovranno arrendersi al fatto che la musica, almeno per quanto riguarda il comparto giocabile di PES5, è proprio differente. Sarà fondamentale calcolare al millesimo il tempo di azione per stoppare un pallone senza perderla, per eseguire un dribbling correttamente senza andare addosso all’avversario perdendo palla, per calciare la palla senza che i difensori instaurino un muro invalicabile, per spazzare la sfera di testa prima che l’attaccante avversario realizzi a botta sicura. Sarà dunque necessario prestare molta attenzione ad impartire i comandi, senza la leggerezza e la tranquillità che potevano, ad esempio, contraddistinguere le azioni in Pro Evolution Soccer 4: anche il più piccolo e semplice passaggio, se calibrato male, non arriverà per forza di cose al destinatario, fattore sul quale in PES4 molti utenti dormivano sugli allori. Calibrare la direzione e la forza per passare la palla, la traiettoria di un cross, l’effetto per un tiro, l’impatto giusto per un calcio al volo saranno fondamentali per la buona riuscita delle nostre azioni. Inoltre, anche le condizioni atmosferiche influiranno, questa volta perfettamente, con le azioni e le situazioni in campo, non solo per la sfera di cuoio, ma anche per il comportamento dei giocatori stessi.
Maggior realismo si traduce anche con un motore fisico, quello di Pro Evolution Soccer 5, a dir poco straordinario. Mister “Seabass” Takatsuka ha ideato un engine che gestisce il comparto fisico in grado di riproporre fedelmente le leggi che sono frutto della nostra esistenza: se in PES4 era possibile correre lungo una palude inzuppata senza difficoltà, calciare la palla indifferentemente anche se questa dovrebbe essere impossibilitata dal rimbalzare, Pro Evolution Soccer 5 rimuove tutti questi aspetti e mostra palesemente che il motore fisico del gioco è stato ideato e riscritto da zero.
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