Arriva il seguito di uno dei titoli più controversi degli ultimi anni
Data: 17-11-2009
Recensione di Davide Pessach
Assassin's Creed fu un evento per il mondo dei videogiochi; nessun team di sviluppo prima di allora aveva mai proposto una visione del videogioco d'azione come seppero fare gli sviluppatori di Ubisoft Montreal. L'idea in sé non era estremamente complessa: riprodurre con grande fedeltà una precisa ambientazione storica di grande fascino e ambientarci una storia di assassinii e intrighi degna delle migliori produzioni hollywodiane, il tutto con un sistema di combattimento a metà tra l'azione esplicita e i metodi "stealth" già sperimentati in altre produzioni (tipo Splinter Cell). Il tutto contornato da una trama interessante la quale era avvolta, a sua volta, in un mistero che garantisse la possibilità di far nascere una serie.
Il risultato fu controverso. Mentre la comunità intera si trovava d'accordo sull'enorme valore tecnico-artistico degli ambienti realizzati da Ubisoft Montreal sottolineandone soprattutto l'atmosfera e il fascino, molti storsero il naso di fronte a un gameplay un po' troppo ripetitivo e una struttura di gioco schematica e limitante. Insomma, mentre l'universo di gioco faceva presagire il proverbiale mondo dalle infinite possibilità, nella pratica le azioni consentite e le situazioni di gioco erano molto più ristrette.
Noi pensiamo ancora che si trattò di un abbaglio della critica più che di un problema del gioco. Proprio recentemente si è discusso nell'ambiente di quanti anni ci distanziano dalla riproduzione perfetta della realtà in un videogioco ed è risultata opinione diffusa che, mentre il realismo della grafica e dell'animazione fisica sia ormai dietro l'angolo (si parla di circa cinque anni), siamo invece parecchio lontani dalla simulazione verosimile del comportamento umano e di tutte le sue sfaccettature. Assassin's Creed ben mostrava questa forbice: da un lato un mondo ricreato con un dettaglio e una cura storico-documentaristica impressionanti, dall'altro un buon videogioco che sfoggiava un gameplay valido ma pur sempre datato a inizio del ventunesimo secolo.
Ad ogni modo, il seme di una serie estremamente promettente (comunque le vendite abbondanti premiarono Ubisoft) era stato piantato e il progetto è proseguito fino ai giorni nostri, Assassin's Creed 2 è ora realtà e c'è da scommettere che la forbice tra entusiasti e disillusi si ripeta anche per questa seconda puntata che, lo anticipiamo subito, pur portando tante novità sul piatto, segue un canovaccio molto simile a quello dell'originale.
Assassin's Creed 2 riprende la trama esattamente dal termine dell'avventura del primo episodio; chi si era lamentato per la fine decisamente interlocutoria (come il sottoscritto) sarà così soddisfatto nel riprendere le fila di un mistero che, pur se appena abbozzato, risultava estremamente stimolante.
Pur non volendo rovinarvi la sorpresa, possiamo dirvi che Desmond, il protagonista, prosegue il suo impegno contro i templari ma, questa volta, si trova catapultato in un periodo storico molto diverso dal precedente, ovvero il Rinascimento italiano, a partire dal 1478, data di inizio delle vicende.
Protagonista questa volta è Ezio Auditore, fiorentino di nobile famiglia che si troverà al centro di una trama così fitta di intrighi e misteri da far impallidire le avventure di Altair (il protagonista del titolo originale).
La storia è presentata tramite una serie di sequenze animate di qualità estremamente discutibile; caso vuole che ci si debba imbattere subito nella parte peggiore, meno curata, dell'intera produzione, ovvero come la storia viene raccontata. Assassin's Creed 2 ruota intorno a una trama che condivide con il titolo originale l'essere ben poco verosimile ma che, nonostante questo, ha un discreto fascino ed è funzionale a mantenere alta la tensione e in costante attenzione il giocatore. Purtroppo però quando la trama esce dal testo su cui è stata presumibilmente scritta per venire rappresentata sullo schermo crolla sotto al peso di una sceneggiatura e di una interpretazione entrambe di livello amatoriale. Per interpretazione intendo sia come vengono rappresentate le scene sullo schermo (quindi quello che materialmente fanno i personaggi), sia i testi che vengono recitati, sia il doppiaggio; tutti e tre questi aspetti sono enormemente al di sotto del resto della produzione.
Senza entrare nel dettaglio, per ora, sia sufficiente anticipare che l'effetto è un po' quello di andare alla Scala di Milano a vedere una compagnia di studenti di recitazione dei primi anni con in mano un copione scritto da un apprendista sceneggiatore. Ci troviamo agli antipodi di produzioni come Uncharted 2 e GTA.
La storia è completata da una serie di menu che permettono di raccogliere informazioni e indizi in maniera molto efficiente e visivamente accattivante; come detto poco sopra, la storia sulla carta è ben concepita e organizzata, il problema risiede in come viene portata al giocatore, ovvero con valori di produzione molto, molto bassi.
L'impatto con la storia è quindi decisamente poco felice ma il contrasto con quanto vi attende subito dopo non potrebbe essere meno stridente. L'ambiente di gioco è incredibilmente dettagliato e curato fin nei minimi particolari; le città rappresentate (Firenze, Forlì, San Gimignano, Roma, Venezia e il piccolo borgo di Monteriggioni) sono riprodotte con un'attenzione per il dettaglio storico addirittura superiore a quello del primo Assassin's Creed. Edifici realmente esistiti sono riprodotti con grande fedeltà e coerenza con il resto dell'ambiente e l'intera organizzazione urbanistica delle città ricalca quanto ci aspetteremmo dopo aver passato ore sui libri di storia sorbiti a scuola. Certi edifici sono stati realizzati con tanta maestria e precisione e sono stati inseriti con tale coerenza nell'ambiente da lasciare decisamente a bocca aperta... un po' come certi panorami in Uncharted 2 o visuali dall'alto della città di New York (ops, Liberty City) in GTA.
La vita che fluisce nelle vie delle città ha fatto un discreto passo avanti rispetto al primo Assassin's Creed; risulta ora più varia, credibile e in grado di dare una miglior sensazione di presenza e appartenenza a una comunità. In questo, pur non raggiungendo le vette di GTA, il nuovo titolo di Ubisoft Montreal raggiunge picchi qualitativi assoluti. Purtroppo quanto detto a proposito dell'interpretazione della storia travalica un po' anche nel gameplay normale; stiamo parlando del parlato che sentirete girando per la città, un discorso che è meglio affrontare subito, via il dente via il dolore!
Assassin's Creed 2 offre la possibilità di cambiare la lingua del parlato direttamente nel gioco (senza quindi dover cambiare impostazioni della console), il che è già una buona comodità. Purtroppo però poco cambia nella qualità del doppiaggio. Questo gioco va vissuto in italiano (vista l'ambientazione) e, ahimè, i testi sono spesso, se non infantili, adolescenziali, e il doppiaggio amatoriale... oltre che nei video di intermezzo avrete modo di verificarlo, purtroppo, anche nel brusìo cittadino intorno a voi durante il gameplay normale. Troppe volte ho sentito opporre l'argomentazione per la quale, alla fine, si tratta solo di videogiochi... ma basta vedere titoli come i sopracitati GTA e Uncharted 2 per capire che non ci sono scuse, un capolavoro, oggi, deve saper dare alti valori di produzione anche in queste caratteristiche. Pensare a cosa sarebbe potuto essere questo gioco se interpretato magari da attori di teatro con testi in italiano antico (magari sottotitolati) fa male alla passione video ludica di ogni appassionato... soprattutto quando sentirete i banditori pubblici parlare con la stessa elaborazione elementare delle frasi del vostro fratellino di nove anni che si ispira a Dragon Ball (ovviamente in italiano modernissimo senza alcun accento né inflessione).
Le cose non migliorano passando al doppiaggio inglese in cui l'italiano compare ogni tanto per insaporire il (modesto) doppiaggio; peccato che le parole in italiano siano pronunciate con lo stesso accento stereotipico (e odioso) di cui fa sfoggio Mario (si proprio l'idraulico baffuto).
Posto quindi di riuscire a isolarsi dall' aspetto "parlato" (che potrebbe sembrare marginale ma per come è stato costruito il gioco è abbastanza onnipresente), il titolo Ubisoft offre delle realtà urbane estremamente godibili, realistiche e piene di attività da svolgere per il vostro personaggio.
Innanzitutto la storia principale si svolge in maniera differente dalla schematicità estrema proposta dal primo episodio; questa volta non c'è un elenco di personalità da eliminare con sotto-missioni sempre uguali, ma una sorta di percorso che si snoda lungo le tappe principali della trama e che vi richiede lo svolgimento di missioni sempre diverse. Questo aspetto è molto ben congegnato e garantisce, oltre a un maggior divertimento, anche più coinvolgimento nelle vicende narrate.
Ma dove Assassin's Creed 2 risplende letteralmente di luce propria è nella pletora di missioni secondarie. Le mappe delle città sono letteralmente cosparse di simboli di attività varie che si rendono disponibili col tempo e con il verificarsi di avvenimenti precisi. Ci sono missioni contro il tempo, assassinii, furti, recupero di oggetti, spionaggio e tutte le missioni che prevedono il recupero di artefatti necessari a svelare il mistero che sta dietro l'intera avventura; senza anticiparvi nulla sappiate che si tratta di una sorta di paradiso del collezionista, molto più (e meglio) di quanto non fosse il semplice recupero di bandiere nel primo episodio.
Il gameplay coinvolto in queste attività prevede combattimenti, esplorazione, azione platform, azione stealth e tanta della corsa acrobatica e dell'arrampicamento estremo introdotti col primo Assassin's Creed.
I combattimenti sono stati migliorati senza complicarli troppo; uno dei punti forti del primo episodio risiedeva, infatti, nell'offrire dei combattimenti spettacolari e divertenti senza far memorizzare al giocatore decine di comandi. Questo secondo episodio segue lo stesso canovaccio offrendo nuove mosse a approfondendo solo del necessario. Ora è possibile disarmare i nemici e sottrarre loro le armi, schivare con maggior efficacia e utilizzare nuove armi (alcune delle quali decisamente sorprendenti). Anche la disponibilità di armi avanzate segue lo sbloccarsi di obiettivi secondari ed è collegato a un personaggio-chiave dell'avventura, Leonardo da Vinci; tramite il suo aiuto accederete a buona parte dei misteri e degli sblocchi nascosti nell'avventura, il come lo lasciamo scoprire a voi. A noi basti dire che l'idea è buona e rappresenta un buon appoggio per la trama (nonché altre missioni secondarie per il vostro personaggio); peccato che anche per il buon Leonardo valga quanto detto per sceneggiatura, testi e doppiaggio.
I nemici si comportano in maniera simile a quanto già visto nel primo episodio, quindi con attacchi alternati (verrete attaccati da un nemico alla volta) e con nemici che si danno alla fuga proporzionalmente al loro valore e alla situazione. La varietà è invece aumentata e vi troverete ad affrontare categorie diverse di soldati a cui applicare logiche di combattimento molto differenti; studiare il loro comportamento e adeguare le proprie tecniche (anche in considerazione dell'arsenale a disposizione) è fondamentale.
Altra parte importante del gameplay è l'azione acrobatica. In questo secondo episodio le cose si fanno leggermente più difficili per Ezio; gli appigli per arrampicarsi sono infatti meno frequenti e meno banali da scoprire e anche girovagare per tetti risulta meno immediato visto che le strade delle città sono più ampie e le piazze soltanto raramente hanno punti di attraversamento sopraelevati come corde sospese.
In compenso avrete modo di compiere più corse rispetto al primo Assassin's Creed visto che molte missioni, finalmente, sfruttano appieno uno dei punti di forza assoluti del titolo Ubisoft.
Tra gli altri elementi di gameplay "minori" abbiamo la possibilità di assoldare piccoli gruppetti di cittadini per farsi aiutare in vari modi (scatenare risse, distrarre soldati), l'opportunità di compiere furti di oggetti e di denaro e un gruppo di attività diverse atte a rendervi meno noto come delinquente nel caso abbiate commesso dei misfatti. Queste attività vanno dallo strappare manifesti che vi ritraggono come soggetto pericoloso al corrompere annunciatori pubblici passando per l'assassinio di funzionari comunali. Il sistema di reputazione si è, inoltre, fatto più preciso con una gradazione che rispecchia quanto siete effettivamente ricercato e considerato pericoloso.
Legati invece alla parte relativa all'esplorazione e al recupero di artefatti riferiti ai misteri del gioco ci sono invece intere sezioni dedicate all'azione platform in ambienti separati (chiese, sotterranei, edifici particolari); questa parte del gameplay merita un plauso per l'ottima implementazione e per il fatto che aggiunge molta varietà all'intera esperienza.
L'esplorazione si avvale, in questa seconda puntata, della possibilità di far nuotare il proprio personaggio (con tanto di tuffi) e di utilizzare anche veicoli aggiuntivi rispetto ai semplici cavalli: carrozze e gondole.
Merita un cenno a parte, infine, tutta una parte del gioco che potremmo raccogliere sotto la denominazione "sorpresa"; trattasi infatti di sessioni piuttosto sorprendenti in cui si fondono vari aspetti del gioco in ambienti decisamente inusuali e che aggiungono anche elementi di risoluzione di enigmi. Se tutta la varietà di gameplay che vi abbiamo descritto non era ancora sufficiente probabilmente ora anche i detrattori del primo episodio saranno soddisfatti.
Intorno a questa struttura di gameplay ruota un'altra serie di attività che potremmo definire accessorie. Si tratta dell'utilizzo dei vari negozi e di altri servizi utili: medici, sarti, fabbri, mercanti d'arte, noleggi di carrozze. Medici e fabbri vi aiuteranno a rimettere in sesto salute e armature fornendovi anche provviste mediche, armi e armature (e munizioni per le armi da lancio). I noleggi di carrozze permettono di viaggiare da una locazione all'altra senza dovervi fare il viaggio a cavallo (buona novità rispetto al primo episodio), mentre di sarti e mercanti d'arte parleremo tra poco...
Assassin's Creed 2, come il suo predecessore, non ha alcuna modalità multiplayer. Per questa ragione, evidentemente, i designer hanno deciso di includere un'ampia sezione del gioco dedicata a collezionare oggetti e sblocchi di diverso tipo. Una delle locazioni presenti nel gioco è costituita da un borgo composto dalla classica residenza del signore del luogo contornata da case di semplici cittadini e da mura per la difesa. Inutile specificare che sono gli Auditore i possessori del borgo e nella villa di famiglia (nella varie stanze) accumulerete tutti i tesori che troverete durante l'avventura; quindi vestiti (acquistabili presso i sarti), quadri (acquistabili presso i mercanti d'arte), armi e tutti gli oggetti collezionabili (non li elenchiamo, scopriteli voi). Oltre a questo, il borgo si trova, all'inizio del gioco, in uno stato piuttosto malandato; starà a voi sponsorizzare i restauri dei vari edifici e facendolo il valore del borgo salirà e, con esso, anche la relativa rendita che potrete ritirare di tanto in tanto (man mano che matura). Questa sorta di mini-gioco strategico-gestionale è piuttosto semplicistico e completabile in fretta; molto ben concepita è, invece, la struttura della villa come deposito dei vostri tesori. Grazie alla possibilità di viaggiare automaticamente tramite le stazioni di posta (così si chiamavano i servizi tramite carrozza) le visite alla vostra villa potranno essere frequenti e potrete così facilmente godervi la vista dei vostri tesori e delle vostre collezioni (nonché recuperare prezioso denaro).
In abbinata con l'ottima interfaccia a menu riguardante inventari, database e progressi nella storia si tratta, nel complesso, di un ottimo sistema per la gestione delle tante attività e dei tanti oggetti presenti nel gioco.
Assassin's Creed 2 è un titolo di grande valore che riesce nel non semplice compito di migliorare sotto parecchi aspetti un originale già ottimo. Ogni aspetto del gioco è stato rinforzato, da quelli più deboli (la varietà delle missioni) a quelli che erano già robusti (la grafica e l'azione acrobatica) per dare vita a un'esperienza di gioco ancora più immersiva, divertente e varia.
La cura profusa nella riproduzione storica del periodo è lodevole e difficilmente vi stancherete presto di ammirare un prodotto che tocca spesso vette documentaristiche e pedagogiche inedite.
Anche la trama ben si presta, con i suoi molti misteri e intrighi, ad affascinare e coinvolgere il giocatore fino al termine di un'avventura enorme e piena di attività da svolgere estremamente variegate.
Rimane il rammarico per i testi e la recitazione parlata, aspetti entrambi curati in maniera esponenzialmente inferiore rispetto al resto della produzione.
Le versioni PlayStation 3 e Xbox 360 sono praticamente
identiche.
Gameplay ritoccato pesantemente per garantire maggior varietà, Grafica a tratti strepitosa, Cura del dettaglio storico impeccabile
Localizzazione dei testi e doppiaggio di livello amatoriale
Assassin's Creed 2 è un titolo di grande valore che riesce nel non semplice compito di migliorare sotto parecchi aspetti un originale già ottimo. Ogni aspetto del gioco è stato rinforzato, da quelli più deboli (la varietà delle missioni) a quelli che erano già robusti (la grafica e l'azione acrobatica) per dare vita a un'esperienza di gioco ancora più immersiva, divertente e varia.
La cura profusa nella riproduzione storica del periodo è lodevole e difficilmente vi stancherete presto di ammirare un prodotto che tocca spesso vette documentaristiche e pedagogiche inedite.
Anche la trama ben si presta, con i suoi molti misteri e intrighi, ad affascinare e coinvolgere il giocatore fino al termine di un'avventura enorme e piena di attività da svolgere estremamente variegate.
Rimane il rammarico per i testi e la recitazione parlata, aspetti entrambi curati in maniera esponenzialmente inferiore rispetto al resto della produzione.
Le versioni PlayStation 3 e Xbox 360 sono praticamente identiche.
Gameplay ritoccato pesantemente per garantire maggior varietà, Grafica a tratti strepitosa, Cura del dettaglio storico impeccabile
Localizzazione dei testi e doppiaggio di livello amatoriale