Diventa Fan di GameStar su Facebook! Seguici su Twitter!

Dai nostri partner

Boutique
High tech


Auto usate

recensione -

WET
 
 
 
 
 
 

Dopo quasi due anni di sviluppo e di duro lavoro, WET debutta su console di nuova generazione grazie al contributo di Bethesda Softworks. La redazione di GameStar è lieta di presentarvi uno tra i più sfacciati, acrobatici e sanguinari sparatutto in circolazione. Impugnate spada e pistole: una cascata di sangue sta per invadere le vostre console.

Data: 28-09-2009 Recensione di Filippo Ceron

Indice dei contenuti

Pagina Successiva >

Fa sempre piacere quando un titolo sviluppato con un budget piuttosto limitato riesce, grazie a uno stile di particolare impatto e a soluzioni ludiche interessanti, a impressionare a tal punto pubblico e critica da consentirgli di guadagnarsi l'attenzione e il supporto di un publisher di rilievo. Questo è quanto accaduto a WET, titolo sviluppato da Artificial Mind and Movement (noti anche come A2M) che sin dalle prime uscite in pubblico è riuscito a guadagnarsi i favori dell'utenza videoludica, estasiata dallo stile sprezzante, spaccone e sanguinolento di un gioco di chiara ispirazione "tarantiniana". Per ammissione degli stessi sviluppatori, il regista di Le Iene e Kill Bill è stata la principale fonte da cui attingere per dare consistenza, sostanza e carisma allo stile adottato da WET. Protagonista di questo furibondo e acrobatico sparatutto in terza persona è Rubi Malone, killer professionista di indubbie capacità tanto letale quanto onerosa in grado di portare a termine, per il giusto prezzo, anche i lavori che chiunque altro rifiuterebbe senza pensarci due volte. Purtroppo per lei un brutto giorno si ritrova suo malgrado coinvolta nell'assassinio del figlio di un importante e potente magnate della droga: incastrata e messa in pericolo di vita si trova a viaggiare per il mondo assetata di vendetta. Sebbene la trama non brilli né in quanto a freschezza né in quanto a profondità, non si può dire che il titolo non goda di uno stile ben definito e d'impatto. La sceneggiatura appare aggressiva, disillusa e adotta un linguaggio gratuitamente scurrile che si adatta a meraviglia all'atmosfera da b-movie. Rubi parla e agisce in modo più simile a un uomo rozzo e volgare piuttosto che come una seducente fanciulla, mentre non si crea di certo problemi a usare la forza facendo scorrere sangue a fiumi per togliere da questo mondo chiunque ostacoli il suo cammino.

Due pistole sono meglio di una

Casa, dolce casa

 
 

Pagina Successiva >

Indice dei contenuti

Segnala: Condividi   Email Stampa questo articolo
Commenti
Per commentare devi essere registrato nel forum. Per registrarti clicca qui
Risposta Rapida
Messaggio:

Segui qui la discussione sul forum


.