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Un altro grande classico della passata generazione cambia veste per approdare sull’ammiraglia Nintendo. L’innovativo Donkey Kong Jungle Beat abbandona i controller a forma di bongo per impugnare Nunchuk e Wii Remote e tuffarsi così nella nuova generazione
Data: 13-07-2009 Recensione di Filippo Ceron
Indice dei contenuti
- Genealogia della Scimmia
- Il re della giungla non è un leone
- Il circo dei Primati
Lo scimmione più famoso del mondo sbarca finalmente su Wii con un’avventura tutta propria. Nonostante la casa di Kyoto abbia puntato su un remake per far tornare alle luci della ribalta la propria pelosa mascotte, New Play Control! Donkey Kong Jungle Beat ha saputo catturare l’attenzione di buona parte della storica utenza Nintendo, complice anche l’aura ormai mitica che circonda il capitolo originale apparso su GameCube nel 2004. All’epoca il titolo, sviluppato da EAD, abbandonò il sentiero dei platform tridimensionali che aveva intrapreso sotto l’egida Rare per tornare alle due dimensioni che tanto avevano reso famoso il brand su Super Nintendo. Tutto questo per approfittare dell’ultima periferica musicale Nintendo, un controller a forma di bongo, e applicarla per la prima volta a un titolo di piattaforme. Ciò che ne scaturì fu platform dal sapore tribale, tendente al rhythm game e capace di catturare gli utenti grazie a uno stile grafico particolarmente curato e al singolare sistema di controllo, basato unicamente sulla percussione dei bonghi e sul battito delle mani.
Per la trasposizione su Wii, Nintendo ha preferito abbandonare i controller a forma di bongo, poco diffusi e oramai decisamente rari da rintracciare, per adottare Wii Remote e Nunchuk, le periferiche più adatte per riprodurre l’esperienza di Jungle Beat senza snaturarla del tutto. L’ultima avventura di Donkey Kong inizia come sempre nella giungla, luogo in cui il gorilla Nintendo è considerata una vera e propria star: gran parte della riserva di banane delle scimmiette “Kikki” è tuttavia scomparsa, spetta dunque al protagonista recuperarle vagando per i regni confinanti, spodestarne i signori e divenire in tal modo il vero re della giungla. I vari regni sono accessibili tramite alcuni barili, in totale quattro, posti nella schermata di selezione livello e che rappresentano i mondi di gioco. Ogni barile contiene a sua volta tre regni, sbloccabili in sequenza una volta portati a termine i precedenti, i quali a loro volta sono formati da due mini-livelli e uno stage finale in cui sfidare un boss a singolar tenzone.
I livelli di ogni regno, caratterizzati da una visuale a scorrimento orizzontale, vengono affrontanti consecutivamente e sono fondamentali per affrontare con successo i boss di fine livello. Ogni stage è infatti cosparso di un certo numero di banane da recuperare e che costituiscono, a conti fatti, la vita stessa di Donkey Kong. Le tre vite che si hanno a disposizione lungo i livelli svaniscono infatti durante gli scontri con i boss: in questi frangenti la barra d’energia del protagonista è costituita e dipende strettamente dal numero di banane precedentemente raccolte. Dal momento che per migliorare i propri punteggi e sbloccare alcuni bonus è necessario recuperare la maggior quantità possibile di banane, è necessario stare bene attenti ad accumulare parecchia frutta prima dei boss ed evitare al contempo di venire colpiti eccessivamente dagli enormi avversari di fine livello: assieme al livello di energia cala infatti anche il bottino raccolto!
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- Genealogia della Scimmia
- Il re della giungla non è un leone
- Il circo dei Primati
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