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Namco Bandai propone una nuova puntata della serie ruolistica Tales; una completa analisi per scoprire se il passaggio all'alta definizione e alla nuova generazione videoludica riuscirà a migliorare uno standard qualitativo già eccellente
Data: 25-06-2009 Recensione di Davide Pessach
Indice dei contenuti
- I fan del genere possono esultare...
- Un gameplay convincente
- Nessuno è perfetto
Il genere dei giochi di ruolo è uno di quelli in cui il settore dei videogiochi sta scommettendo in maniera più massiccia; l’invasione di FPS inizia a mostrare segni di stanchezza nelle risposte del pubblico dei giocatori hardcore e gli sviluppatori spesso non trovano di meglio che aggiungere all’azione elementi di profondità tipici del genere RPG. È una possibilità che ben si sposa coi gusti dei giocatori più sofisticati; all’estremo opposto, invece, troviamo le recenti novità sul lato dei controller che dovrebbe portare una ventata di novità anche nei generi più stantii.
La serie Tales è ormai sul mercato da più di dieci anni (con titoli come Tales of Symphonia e Tales of the Abyss) e Namco Bandai ha deciso che è giunto il momento di compiere il salto nell’alta risoluzione; nasce così Tales of Vesperia, un titolo che rimane ancorato allo schema originale della serie pur portando alcune importanti innovazioni che ne impreziosiscono l’esordio sulle console next-gen.
La storia di Tales of Vesperia è decisamente avvincente e interessante, pur non rinunciando agli stereotipo e schemi narrativi classici degli RPG di provenienza giapponese. L’universo di gioco è il mondo di Terca Lumireis che è governato con un sistema monarchico in costante lotta con gilde indipendentiste a loro volta impegnate in una eterna lotta per il potere. In questo scenario si inseriscono gli eventi che danno inizio all’avventura di Tales of Vesperia: la scomparsa di alcune barriere Blastia, una sorta di campo di forza in grado di proteggere le città del reame dagli attacchi dei cattivoni di turno. Da qui in poi, ve la dovrete vedere con i vari poteri che si spartiscono il territorio; la presenza di diverse fazioni (ognuna ben caratterizzata per comportamenti e visione “politica”) crea uno scenario intrigante e decisamente più interessante della consueta lotta a senso unico contro il male supremo.
A completare questa ottima trama si affianca una grande quantità di dialoghi parlati tra i personaggi che approfondiscono vicende e motivi della storia e immergono ulteriormente il giocatore nell’ambiente di gioco e nelle varie avventure che vi troverete ad affrontare. Il parlato e i sottotitoli sono interamente in inglese e questo può essere un problema per due ordini di motivi: chi non conosce l’inglese potrebbe non comprendere parte della trama (anche se i sottotitoli facilitano chi conosce la lingua a livello scolastico) e chi apprezza il parlato giapponese (magari sottotitolato) non ha modo di sentire la versione originale. Per chi invece non è particolarmente appassionato di storia e dialoghi c’è sempre la possibilità di saltare il parlato e le scene di intermezzo ma questo mina alla base uno dei punti di forza tipici di un titolo appartenente al genere RPG.
Indice dei contenuti
- I fan del genere possono esultare...
- Un gameplay convincente
- Nessuno è perfetto
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In realtà questo tipo di multiplayer è inserito nella serie di Tales of da ormai parecchi anni, tant'è che è presente, con le stesse modalità, anche in Eternal Sonata. Non vedo perché lamentarsi solo adesso. E' già tanto che ci sia, dato che è un JRPG e come tale è lecito aspettarsi che venga giocato per lo più in single player. Una modalità multiplayer in tutto il gioco è piuttosto impensabile, vista la necessità di seguire una trama è impensabile il dover guidare due personaggi per il mondo, mentre sarebbe frustrante dover ogni volta attendere il proprio compagno per giocare, pena l'impossibilità di proseguire l'avventura. Per il multiplayer costante esistono i MMORPG, spero che la serie Tales of continui su questo versante, soddisfacente ormai dal 1995.
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