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Nel mondo dei videogiochi "vecchio" non è sinonimo di "brutto", almeno non sempre... Da Namco Bandai arriva una collezione di vecchi classici del catalogo Namco da riscoprire su Xbox 360: siete pronti a entrare nel Museo?
Data: 08-06-2009 Recensione di Davide Pessach
Indice dei contenuti
- Proposte dal passato...
- ...e un po' meno dal passato
La passione per il retrogaming non è un fenomeno nuovo; gli appassionati sono tanti e agguerriti, è sufficiente leggere la stampa specializzata e bazzicare siti appositi per incontrarli e leggerne le quasi-poetiche tirate di apprezzamento per i loro capolavori preferiti.
Alle software house la tendenza non può che fare piacere; cosa c'è di meglio che poter proporre sul mercato a costi prossimi allo zero vecchi codici ormai destinati ad archivi silicei? Forse di meglio c'è soltanto poter proporre anche i giochi brutti e meno apprezzati... almeno per i profitti delle aziende suddette.
Namco Museum: Virtual Arcade è il proseguimento di una serie iniziata ai tempi della prima Xbox con una compilation che conteneva solo sei dei giochi inclusi in questa versione per Xbox 360. Ora la proposta conta un totale di trentaquattro titoli, di cui nove già reperibili singolarmente su Xbox Live e venticinque riportati pari-pari dai vecchi codici risalenti agli albori dell'era videoludica. Questi ultimi sono: Baraduke, Metro-Cross, Bosconian, Motos, Dig Dug II, Pac & Pal, Dig Dug Arrangement, Pac-Mania, Dragon Buster, Moneytalks, Dragon Spirit, Pole Position, Galaga '88, Pole Position II, Galaga Arrangement, Rally-X, Galaxian, Rolling Thunder, Grobda, Sky Kid, King & Balloon, Sky Kid Deluxe, Mappy, Super Pac-Pan, The Tower of Druaga.
Nell'elenco si trovano vere e proprie leggende (Pole Position, Dig Dug, Galaga), ma anche titoli discutibili (Pac Mania, The Tower of Druaga), totalmente dimenticabili (Dragon Buster) e la pessima serie di remake (tutti i titoli col suffisso “arrangement”). È abbastanza ovvio che il mix di titoli proposti miri a "fare quantità" centellinando i capolavori e riproponendoli in salse diverse.
Ovviamente i titoli di questa lista utilizzano la stessa grafica e sonoro degli originali e la gioia che potrete trarne deriva esclusivamente dal gameplay brillante (ancora oggi) e dal sentimento di nostalgia che gli anni '80 videoludici possono suscitare in chiunque abbia avuto la fortuna di vivere gli albori di questo media. Purtroppo, però, anche i nostalgici potrebbero non trovare divertimento per più di una manciata di ore (a dir tanto); il fascino del ricordo lascia ben presto il campo alla noia visto che con l'evolversi della tecnologia al giocatore sono ormai stati resi chiari i limiti e gli schemi con cui il gameplay di venticinque anni fa si re-inventava costantemente. In sostanza è un po' come aver già guardato dietro le quinte di uno spettacolo di magia... molto del fascino svanisce, rimane il sentimentalismo.
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