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Damnation
 
 
 
 
 
 

Nato da una mod di Unreal Tournament 2004, Damnation è un gioco che si è fatto strada nell'immaginario di molti giocatori per le sue preannunciate novità quali espansione verticale dei livelli e fusione tra azione e platform. Vediamo se gli studio di Blue Omega Entartaniment sono riusciti nel loro intento

Data: 27-05-2009 Recensione di Stefano Di Pino

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Damnation è un titolo che un qualunque giocatore assiduo e discretamente informato può aver sentito nominare. Si tratta di un videogioco che è stato presentato come un inno all'innovazione videoludica per via delle preannunciate fusioni di genere che avrebbero portato uno sparatutto ad amalgamarsi a un platform attraverso una curata espansione verticale dei livelli; un titolo che avrebbe dovuto immergere i giocatori in ambienti enormi e variamente esplorabili. In generale, elogiare un titolo molto prima della sua data di uscita e concedere informazioni parziali e spesso fuorvianti si dimostra quasi sempre un boomerang, perché la speranza dei giocatori genera aspettative e le aspettative eccessivamente assecondate generano quasi sempre malcontento. Ma andiamo con ordine.
Damnation prende luogo in una ricostruzione storica alternativa, un mondo in cui la guerra civile americana non è mai finita e si è protratta fino al ventunesimo secolo. In particolare, il gioco ricalca la scena di un'America divisa a metà dalla guerra, dove un industriale ricchissimo cerca di imporsi con metodi dittatoriali per unificare le due parti in lotta in un unico movimento nazionale con il quale conquistare il mondo. In questo scenario pseudo-avveneristico, tra macerie e conflitti a fuoco, emergono le figure di ribelli che hanno deciso di imporsi per annientare la minaccia del tiranno. Il protagonista del gioco è tra questi: si chiama Hamilton Rourke ed è il comandante di una piccola squadra di guerrieri della libertà che cerca di sabotare i piani del nemico e mettergli i bastoni tra le ruote.

Fin dai primi istanti di gioco è possibile intuire l'approccio davvero semplicistico alla storia, poco curata e sinceramente molto scontata e poco innovativa. In un videogioco con tematiche avveneristiche e dai toni fantasy, una narrazione senza molta attenzione degenera facilmente e diviene preda della mediocrità. Anche i personaggi risultano molto stereotipati, non ultima la bella compagna di avventura di Hamilton, una ragazza che indossa un bikini di pelle succinto totalmente fuori luogo in simili scenari e sottofondi. Il gioco permette di affrontare l'avventura in singolo (accompagnati da personaggi mossi dall'intelligenza artificiale) o con amici online e in lan locale. Tralasciando un multiplayer di cui avremo modo di parlare più avanti, la modalità singolo mette in evidenza le lancinanti lacune di IA: i compagni di squadra compiono movimenti che quasi sempre occludono la vista o la mira del giocatore, andandosi a posizionare in angoli scoperti nei quali vengono feriti. Molto spesso, quindi, oltre a muoverci tra macerie con grandi difficoltà a causa del gamplay impreciso, avremo anche l'obbligo di andare a recuperare compagni di squadra che si sono fatti bucherellare troppo facilmente.

Non guardare giù!

Mi dai un passaggio, amico?

 
 

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Commenti
#1autore: falconpubblicato il: 27/05/2009 19:08
già dal suo annuncio sapevo ke era una ciofeca.
c'è di sicuro di meglio in giro
#2autore: Artista86pubblicato il: 28/05/2009 13:53
Peccato. Nutrivo delle speranze per questo gioco.
#3autore: D'AMBROSIO GIUSEPPEpubblicato il: 18/10/2009 19:04
damnation pc ,come si muove sulla fune una volta presa?
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