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Se avete in programma birre con gli amici, cinema con la morosa e partite di calcetto, cominciate a disdire tutto quanto: è ora di fare la consueta gita in quell'accogliente cittadina chiamata Silent Hill...
Data: 24-02-2009 Recensione di Daniele Mancuso
Indice dei contenuti
- Silent Hill made in U.S.A.
- Forse era meglio non tornare a casa
- Una bellezza mostruosa
- Tanti muscoli, poco cervello
Quella di Konami è diventata una saga cult per gli amanti dell'horror, al pari del capcomiano Resident Evil. Apparso per la prima volta nel lontano 1999 sull'originale PlayStation, Silent Hill, titolo allora sconosciuto, fu una scioccante sorpresa per il grande pubblico: atmosfera angosciante e ambientazioni da manicomio, una formula semplice ma sufficiente per aprire una strada in ascesa. E pochi anni dopo, su PlayStation 2, l'apice venne raggiunto dal secondo episodio, dove alla lugubre atmosfera si aggiunse la follia del protagonista. Silent Hill 2: Restless Dream è considerato all'unanimità il miglior capitolo della serie, capace di intorbidire il giocatore come nessun altro titolo.
Dopo la vetta raggiunta dal secondo capitolo, la saga purtroppo ha iniziato a vacillare, come spesso accade quando si inizia ad allungare una serie a oltranza: la terza e la quarta puntata non sono state all'altezza delle aspettative, sfoggiando trame insulse, personaggi banali e, sopratutto, un gameplay orientato all'azione. Solo in Silent Hill: Origins si è rivisto un ritorno alle origini (appunto), dove l'aria malata della città maledetta e la soggettività dei personaggi tornano a essere protagonisti. Ciò però non è bastato a far dimenticare al pubblico quel capolavoro indiscusso del secondo capitolo, ancora oggi situato su un piano che pare irraggiungibile.
Con Silent Hill: Homecoming, Konami tenta di tornare ai fasti di qualche tempo fa affidando lo sviluppo del gioco a un team nuovo zecca, Double Helix, gruppo composto interamente da programmatori statunitensi. In realtà anche Origins era di matrice americana (Climax Studios), e i risultati ottenuti sono stati buoni. E per quanto riguarda Homecoming? Incrociate le dita, e continuate a leggere l'articolo.
Indice dei contenuti
- Silent Hill made in U.S.A.
- Forse era meglio non tornare a casa
- Una bellezza mostruosa
- Tanti muscoli, poco cervello
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Aldilà dei difetti lo prenderò ugualmente.
Bella recensione

L'unica cosa che avrei cambiato sarebbe stato il voto alla grafica. Un 80 glielo avrei dato. Ma non per la qualità visiva in se per se quanto per l'atmosfera. Mi spiego meglio.
Guardando da un punto di vista più tecnico il gioco fa veramente pena. Texture sgranate (quasi da ps2 in alcuni casi), shader di bassa qualità, ecc. Ma guardando il lato artistico, questo gioco riesce ad angosciare come pochi. Lo spendido salto dimensionale in tempo reale. Tutto in torno a voi si sgretolerà come fosse cenere, facendovi piombare in pochi secondi nel lato più oscuro del gioco, proprio come nel film. I movimenti delle infermiere (terrificanti), il design degli ambienti e dei nemici, e altri particolari che rendono questo gioco il più angosciante tra tutti i survival horror (se ancora così si possono definire) di questa gen. Quindi, diciamo che avrei premiato questo lato del comparto visivo, anche perchè di giochi iper-tecnici ormai ce ne sono a bizzeffe.
Peccato per la riproposizione dei soliti ambienti, che dopo dieci anni cominciano a stancare.
Un gioco che innova rispetto ai precedenti capitoli (sistema di combattimento, qte e poco altro), ma che rispetto alla concorrenza non offre nulla di nuovo, proponendo schematiche già ampiamente sperimentate in passato da altri titoli. Potebbe benissimo essere classificato come "gioco old gen".
E la cosa più grave è che questo è stato l'unico gioco che ho abbandonato per più di un mese (ce l'ho da natale), lasciandolo a metà. Non mi era mai successo con nessun altro gioco.
Comunque per me rimane sempre Silent Hill. Anche se fosse stato un gioco da 40 l'avrei comprato lo stresso al lancio. Lo amo troppo!
Comunque, tutto naturalmente imho. Non sono un esperto, e potrei anche aver detto più di qualche cavolata.
Ps: Bella recensione.
Consiglio di visitare il sito www.homecoming.it
per una dose extra di terrore...
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