recensione -
La serie di titoli investigativi sviluppata da Big Fish Games, finora apparsa unicamente su PC e telefoni cellulari, approda finalmente su DS. La consolidata struttura punta e clicca rende la serie particolarmente calzante per le caratteristiche del portatile Nintendo. Per scoprire la bontà dell'esperimento, a GameStar non rimane che impugnare lente di ingrandimento e distintivo e tentare di risolvere un sinistro caso di rapimento
Data: 19-02-2009 Recensione di Filippo Ceron
Indice dei contenuti
- Scuola di Polizia
- Scuola d'ilarità
- Pochi colpi di scena
Il filone delle avventure grafiche ha subito una vera e propria rinascita negli ultimi anni, grazie soprattutto alle interfacce di controllo offerte dai più recenti sistemi d'intrattenimento elettronico. Se il genere ha sempre continuato a sopravvivere nell'ambito dei Personal Computer, grazie all'intuitivo gameplay punta e clicca che lo rende di semplice e immediata fruizione, su console questo tipo di prodotto fino a qualche anno fa non ha di certo avuto vita facile, anche a causa di una sempre più ristretta cerchia di titoli di altalenante qualità a rappresentare un genere che in verità, negli anni '90, ha contribuito a gettare le basi del videogioco moderno. I mai dimenticati Monkey Island, Maniac Mansion, Beneath a Steel Sky e il più recente Broken Sword, tanto per citare i nomi più noti, potevano vantare su una veste grafica intensa e ispirata, grattacapi cervellotici e un sottofondo autoironico costante che rendeva la narrazione incredibilmente incalzante e mai noiosa. Molte tra le produzioni più recenti quali Farenheit, Hotel Dusk Room 215 o Lost in Blue hanno intrapreso una strada differente, adottando stili e tematiche decisamente più profonde e adulte, assurgendo a configurarsi come romanzi interattivi piuttosto che come semplici avventure mirate al puro e goliardico intrattenimento.
Nel mercato tuttavia c'è sempre chi è disposto a fare un passo indietro e riportare alla luce uno stile e un piglio che parevano dimenticati, e così Mystery Case Files: Millionheir è tutto fuorché un plumbeo thriller dagli oscuri risvolti. Il titolo prodotto Big Fish ce la mette tutta per non prendersi sul serio e gioca sapientemente con i cliché del genere attraverso i brevi dialoghi che compongono la flebile trama e una caratterizzazione grafica piacevolmente caricaturale. La modalità principale ci mette nei panni di uno sciagurato detective che si trova coinvolto suo malgrado nella scomparsa del plurimilionario Felice E. Prospero, rapito da un losco figuro in circostante poco chiare. A noi ovviamente il compito di ritrovare l'opulento Prospero con il preziosissimo aiuto del Computer del Crimine, controparte virtuale del nostro fido DS Lite.
Indice dei contenuti
- Scuola di Polizia
- Scuola d'ilarità
- Pochi colpi di scena
| Segnala: | Condividi |
|
|
Segui qui la discussione sul forum








