X-Blades

Arriva dalla Russia, strizzando l'occhio al Giappone, la nuova eroina dei videogiochi, Ayumi. Bella, agile, e con la tipica propensione a cacciarsi nei guai. Scopriamo insieme X-Blades

recensione

X-Blades
PS3
Genere: Azione
Sviluppatore: Giajin Entertainment
Produttore: TopWare Interactive
Informazioni: Newave Italia
Lingua: Interamente in Italiano
Data di uscita: 10 Febbraio 2009
Prezzo: €59,90

Data: 18-02-2009
Recensione di Andrea Dresseno

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"Proporzione fra le parti, armonica distribuzione dei vari elementi di un tutto". Così riporta una delle numerose definizioni di equilibrio. L'equilibrio, la proporzione, la misura. Ma cosa c'entrano questi termini con X-Blades? Andiamo con ordine.
Ayumi è la tipica eroina seminuda di chiara matrice giapponese. Il titolo in questione è russo, ma poco importa. Dicevamo. Ayumi è la protagonista succinta di X-Blades, una cacciatrice di tesori in puro stile Indiana Jones, o Lara Croft. La sua curiosità non si arresta di fronte a nulla, ancor più quando si tratta di manufatti preziosi che possono essere rivenduti a qualche mercante. La storia inizia quando la nostra protagonista entra in possesso di una misteriosa mappa che indica la posizione di una potente reliquia. C'è una maledizione che mette in guardia ogni mortale, ma Ayumi non si scompone. Inizia così il suo viaggio alla ricerca del manufatto, tra antiche rovine, corridoi disseminati di trappole, antiche rovine all'aperto, stanze disseminate di nemici, antiche rovine all'aperto con boss.

X-Blades è un hack 'n' slash vecchio stile, un titolo che richiama alla memoria mostri sacri come Devil May Cry, eppur dotato di una personalità del tutto propria. Innanzitutto c'è Ayumi, la bella protagonista realizzata in cel-shading, ma soprattutto c'è uno scenario di gioco che, pur non originale, si avvale di una caratterizzazione estetica che lascia il segno, dominata dai forti contrasti, dai colori sgargianti, da un continuo esplodere di luci, scie ed effetti speciali. Le antiche rovine che fanno da sfondo all'avventura sono sì sempre le stesse - e in questa generazione tecnicamente si è certo visto di meglio - ma X-Blades ha quel qualcosa che cattura dal punto di vista visivo.
Un hack 'n' slash puro, X-Blades. Un hack 'n' slash che vede la nostra Ayumi perennemente alle prese con orde di avversari assai poco amichevoli. La struttura è quella tipica: si entra in una stanza, le porte magicamente vengono sbarrate, e per poter procedere è necessario ripulire la zona. Niente di nuovo, insomma, e niente di male, sia chiaro, dopotutto questa struttura è tratto distintivo di un genere che ha fatto scuola e ancora lega a sé numerosi appassionati. Il problema di X-Blades sta nell'equilibrio, o meglio, nella mancanza d'equilibrio, nell'incapacità di distribuire con armonia le componenti chiave del genere: l'azione e l'esplorazione. È naturale che sia l'azione a prevalere, è meno naturale che l'esplorazione, ovvero le fasi platform, siano pressoché inesistenti. L'avventura si risolve in scontri continui, di location in location, senza soluzione di continuità. Gli sviluppatori non hanno tenuto conto del ritmo, dell'importanza che le sessioni action si alternino a fasi di pausa, esplorazione e suspense. Il problema ulteriore è che in molti casi le singole zone sono popolate da tanti, troppi nemici. Il risultato è un gioco che pare abbandonare il versante dell'avventura per diventare una semplice collezione di arene, alcune delle quali popolate dal classico boss di turno. Detto questo, X-Blades ha anche numerosi pregi, caratteristiche che strizzano l'occhio agli appassionati del genere.

Uno dei frequenti scontri con i boss

Notare i giochi di luce, i colori sgargianti

L'avventura di Ayumi è basata su due componenti principali: le sue spade e la magia. Gli sviluppatori hanno arricchito l'esperienza action con numerosi elementi di personalizzazione del personaggio. Ci riferiamo agli attacchi magici, che Ayumi può acquistare investendo le anime dei nemici eliminati. Una volta sbloccata un'abilità, il giocatore può assegnarla a uno a scelta dei tasti, per richiamarla comodamente quando necessario. In qualsiasi momento l'avventura può essere stoppata per accedere al menu: se ciò consente di modificare la disposizione delle abilità magiche, diventa ulteriormente utile quando si tratta di curare Ayumi o riempire la sua barra della Furia. Gli attacchi magici, infatti, richiedono e consumano un certo quantitativo di Furia: la barra può essere ripristinata sia spendendo anime sia eliminando nel corpo a corpo i nemici. Naturalmente il prezzo da pagare, in anime, sale col progredire del gioco, così come il costo delle singole abilità: diventa insomma necessario valutare attentamente i propri investimenti.
La forza di Ayumi cresce non solo con l'aumentare delle abilità, ma anche recuperando tre diverse tipologie di rune; quelle d'oro potenziano gli attacchi in mischia, quelle rubino gli attacchi aerei, quelle d'argento l'incisività dei proiettili. Ayumi può infatti sparare dalla distanza ai nemici, caratteristica fondamentale quando si tratta di eliminare avversari volanti; a patto, però, di riuscire a gestire il mirino automatico, che sceglie autonomamente il proprio bersaglio in base alla posizione della camera virtuale. Inutile dire, infine, che con l'aumentare dell'esperienza aumentano anche le combo a disposizione.

La possibilità di curare in qualsiasi momento Ayumi - i nemici, quindi le anime da investire, non scarseggiano quasi mai - da una parte rende praticamente impossibile morire, dall'altra svela gli intenti degli sviluppatori: la difficoltà, per il giocatore, non sta nella "qualità" degli attacchi nemici, bensì nella quantità degli avversari su schermo. Come dicevamo sono numerosi, fin troppo, e alla fine la sopravvivenza è quasi sempre una questione di resistenza, ma anche di pazienza. Lo sbilanciamento verso l'action rende il gioco non solo troppo concitato, ma anche ripetitivo - complice anche un frequente backtracking e la poca varietà degli scenari. Un maggior equilibrio delle sue componenti avrebbe reso X-Blades più godibile, soprattutto agli occhi del grande pubblico. Così, invece, pur svolgendo discretamente il suo dovere, risulta appetibile quasi esclusivamente ai soli fan degli hack 'n' slash vecchia maniera.

Quel boss sta facendo una brutta fine

Un raro momento di calma


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Valutazione PS3
Commento
X-Blades non nasconde in alcun modo la sua natura derivativa: non c'è nulla, o quasi, nell'avventura di Ayumi che non si sia già visto altrove, con risultati in molti casi superiori. Ciò non toglie che il titolo sviluppato da Gaijin Entertainment svolga il suo dovere con onestà. Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a una caratterizzazione che cerca di scimmiottare lo stile giapponese, o ancora accogliere con sconforto l'eccessivo peso della componente action a sfavore di quella più puramente esplorativa. A X-Blades manca l'equilibrio, la capacità di dosare le sue parti nel migliore dei modi. Tuttavia è un'avventura che si lascia giocare, merito anche delle vaste possibilità di personalizzazione sia sul versante delle magie che degli attacchi. Anche la realizzazione tecnica, pur non eccellente, si attesta su livelli discreti, con luci e colori sgargianti che rendono l'atmosfera favoleggiante e gli scenari a tratti evocativi. L'eccessiva ripetitività dell'azione lo rende comunque un titolo adatto soprattutto ai fan degli hack 'n' slash più puri. Per concludere una riflessione: vogliamo sperare che i videogiocatori guardino ad altre cose, oltre alle tette, quando si tratta di acquistare un gioco.
 
PRO

  • Facile da padroneggiare
  • Uso delle luci e dei colori azzeccato
  • Elementi GdR

 
CONTRO

  • Qualche magagna durante i combattimenti
  • Ripetitivo
  • Poco originale

 
VALUTAZIONE
Grafica
Audio
Giocabilità
Prezzo/prestazioni
70
67
65
Suffic.
Totale66