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Arriva dalla Russia, strizzando l'occhio al Giappone, la nuova eroina dei videogiochi, Ayumi. Bella, agile, e con la tipica propensione a cacciarsi nei guai. Scopriamo insieme X-Blades
Data: 18-02-2009 Recensione di Andrea Dresseno
Indice dei contenuti
- La cacciatrice di tesori
- Alla scoperta del gameplay
"Proporzione fra le parti, armonica distribuzione dei vari elementi di un tutto". Così riporta una delle numerose definizioni di equilibrio. L'equilibrio, la proporzione, la misura. Ma cosa c'entrano questi termini con X-Blades? Andiamo con ordine.
Ayumi è la tipica eroina seminuda di chiara matrice giapponese. Il titolo in questione è russo, ma poco importa. Dicevamo. Ayumi è la protagonista succinta di X-Blades, una cacciatrice di tesori in puro stile Indiana Jones, o Lara Croft. La sua curiosità non si arresta di fronte a nulla, ancor più quando si tratta di manufatti preziosi che possono essere rivenduti a qualche mercante. La storia inizia quando la nostra protagonista entra in possesso di una misteriosa mappa che indica la posizione di una potente reliquia. C'è una maledizione che mette in guardia ogni mortale, ma Ayumi non si scompone. Inizia così il suo viaggio alla ricerca del manufatto, tra antiche rovine, corridoi disseminati di trappole, antiche rovine all'aperto, stanze disseminate di nemici, antiche rovine all'aperto con boss.
X-Blades è un hack 'n' slash vecchio stile, un titolo che richiama alla memoria mostri sacri come Devil May Cry, eppur dotato di una personalità del tutto propria. Innanzitutto c'è Ayumi, la bella protagonista realizzata in cel-shading, ma soprattutto c'è uno scenario di gioco che, pur non originale, si avvale di una caratterizzazione estetica che lascia il segno, dominata dai forti contrasti, dai colori sgargianti, da un continuo esplodere di luci, scie ed effetti speciali. Le antiche rovine che fanno da sfondo all'avventura sono sì sempre le stesse - e in questa generazione tecnicamente si è certo visto di meglio - ma X-Blades ha quel qualcosa che cattura dal punto di vista visivo.
Un hack 'n' slash puro, X-Blades. Un hack 'n' slash che vede la nostra Ayumi perennemente alle prese con orde di avversari assai poco amichevoli. La struttura è quella tipica: si entra in una stanza, le porte magicamente vengono sbarrate, e per poter procedere è necessario ripulire la zona. Niente di nuovo, insomma, e niente di male, sia chiaro, dopotutto questa struttura è tratto distintivo di un genere che ha fatto scuola e ancora lega a sé numerosi appassionati. Il problema di X-Blades sta nell'equilibrio, o meglio, nella mancanza d'equilibrio, nell'incapacità di distribuire con armonia le componenti chiave del genere: l'azione e l'esplorazione. È naturale che sia l'azione a prevalere, è meno naturale che l'esplorazione, ovvero le fasi platform, siano pressoché inesistenti. L'avventura si risolve in scontri continui, di location in location, senza soluzione di continuità. Gli sviluppatori non hanno tenuto conto del ritmo, dell'importanza che le sessioni action si alternino a fasi di pausa, esplorazione e suspense. Il problema ulteriore è che in molti casi le singole zone sono popolate da tanti, troppi nemici. Il risultato è un gioco che pare abbandonare il versante dell'avventura per diventare una semplice collezione di arene, alcune delle quali popolate dal classico boss di turno. Detto questo, X-Blades ha anche numerosi pregi, caratteristiche che strizzano l'occhio agli appassionati del genere.
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- La cacciatrice di tesori
- Alla scoperta del gameplay
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