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Tom Clancy's EndWar

Tom Clancy's EndWar è la controparte portatile dello strategico in tempo reale per PlayStation 3 e Xbox 360 ma, a differenza della versione per console next-gen, la nuova produzione Ubisoft si trasforma in uno strategico a turni e va ad arricchire il nutrito parco di giochi tattici già presenti sulla piccola console Sony

Data: 16-02-2009 Recensione di Leonardo Pappalardo

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La terza guerra mondiale è un po' il prezzemolino della fantapolitica, un cliché ben collaudato che è difficile sviluppare senza scadere nella banalità. Sotto il marchio Tom Clancy's Endwar, Ubisoft ci prova sia sulle console next-gen che su PlayStation Portable, ma le differenze fra le due versioni sono notevoli. Anzi, si può dire che la versione Xbox 360 e PlayStation 3 non abbia nulla a che fare con il fratello minore per PSP, mentre i punti di contatto si contano sulle dita di una mano monca, sia a livello narrativo che di gameplay. Dimenticate fin da ora l'azione in tempo reale, i comandi vocali e l'ottimo comparto grafico della versione per le console casalinghe, sulla portatile Sony EndWar è uno strategico a turni, la struttura di gioco è meno complessa, mentre il reparto tecnico (sia grafico che sonoro) ha subito una forte devoluzione.

Siamo nel 2020, in un terzo conflitto mondiale che vede le forze armate degli Stati Uniti insieme agli Enforcer Europei per contrastare la Russia, che ha improvvisamente lanciato un attacco a piena forza contro il vecchio continente sotto la guida di un despota salito al potere con la forza. Una storia da cartolina e dalle poche pretese, insomma, e di per sé non sarebbe nemmeno una mancanza così rilevante se l'atmosfera generale del gioco non fosse vittima della stessa negligenza riservata alla trama. Lo sviluppo narrativo è limitato a qualche stringa di dialogo fra ogni missione, che non solo non riesce a immergere il giocatore all'interno della vicenda, ma spinge il gioco al limite del ridicolo involontario, come se gli sceneggiatori non si prendessero sul serio: gli americani sono i classici macho arroganti dei film di guerra anni '80, gli Enforcer tendono a fare da supporto comico come se stessero solo "giocando" alla guerra, mentre gli Spetsnatz russi sono spesso trattati come delle macchiette dalla malvagità fine a se stessa. Dopo le prime missioni con tutta probabilità comincerete a saltare gli imbarazzanti briefing, vista la scarsa quantità di informazioni utili ai fini della buona riuscita di ogni missione. Sarebbe auspicabile che un titolo marchiato Tom Clancy fosse dotato di una trama e di un'atmosfera che, se non all'altezza dei romanzi dello scrittore, sia in grado di raggiungere almeno una dignitosa sufficienza; EndWar, invece, non riesce nell'intento. Non ci resta che lasciar perdere la storia, allora, e concentriamoci sul gameplay, vero nucleo del gioco.

La schermata del menù principale

La griglia di gioco, completamente esagonale

 
 

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