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Aveva terrorizzato, impaurito e spaventato: si chiamava F.E.A.R.; il team Monolith torna con il seguito della prima celebre produzione a metà tra un action e un survival horror. La paura, ancora una volta, la fa da padrona
Data: 11-02-2009 Recensione di Jacopo Mungai
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La paura è uno stato emotivo di repulsione e di apprensione di un vero o presunto pericolo. La paura è quella sorta di arditezza temeraria e quasi disperata che talvolta nasce per istinto di conservazione in condizioni di pericolo estremo. La paura si scatena ogni qualvolta si presenti un possibile rischio per la propria incolumità. La paura, di solito, accompagna un'accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche di difesa. Questo, e molto altro, è F.E.A.R. 2: Project Origin, ultimo lavoro confezionato grazie alla neonata partnership tra Warner Bros. Interactive Entertainment e Monolith Productions.
Riportare ciò che significa "paura" nella lingua italiana, aiuta a evidenziare quanto il fulcro pregnante di questo titolo ruoti intorno a tale definizione: il sentimento in questione infatti da un lato affascina e quindi attira, ma dall'altro intimorisce e pertanto istintivamente allontana e, nello specifico, pad alla mano, avviene proprio la stessa cosa. Solo i reali amanti delle numerose sfaccettature che la paura è in grado di trasmettere, ovvero quella particolare miscela tra adrenalina e batticuore, potranno apprezzare appieno F.E.A.R. 2: Project Origin. Un utente che si affacciasse al titolo prodotto da Warner Bros. Interactive con il medesimo approccio con il quale affronta altri sparatutto in soggettiva, potrebbe rimanere spaesato. Per immedesimarsi al meglio nell'ultima opera targata Monolith è necessario perlustrare ogni buio angolo degli innumerevoli corridoi presenti, si deve avere il coraggio di affacciare il proprio muso oltre la penombra, dove ci si può imbattere in utili munizioni, medikit ma anche in mostri e visioni surreali improvvise. Lo spavento e il sollievo procedono, per forza di cose, di pari passo; l'accostamento di questi impulsi contrastanti è l'essenza del titolo e la condizione necessaria per gustare al meglio l'esperienza offerta dagli sviluppatori.
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E poi con Killzone 2 e Resident Evil 5...
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molto esaustiva come recensione,complimenti jacopo,beh! un altro gioco da avere in bacheca dunque.
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