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Skate 2 sbarca sul mercato, a distanza di un anno dal primo capitolo, ma con la medesima prerogativa: simulare nel più credibile dei modi lo spettacolare sport dello skateboard. Black Box sarà riuscita ancora una volta nel complicato intento?
Data: 30-01-2009 Recensione di Jacopo Mungai
Indice dei contenuti
- Una ventata d'aria fresca
- Simulazione, simulazione, simulazione...
- Errare humanum est
Dopo aver scavalcato, in un solo ma ben assestato balzo, la serie Tony Hawk firmata Activision, detentrice a lungo del prezioso scettro quale migliore trasposizione videoludica dello skateboard su console, il fortunato prodotto Electronic Arts ci riprova con il secondo episodio, a poco più di anno dalla precedente realizazione: ecco quindi prendere corpo Skate 2. Il primo capitolo spinse il genere verso l'estrema simulazione, ribaltando con decisione l'impostazione prettamente arcade proposta a lungo dal diretto rivale. Cosa aspettarsi allora dalla nuova fatica realizzata dal team Black Box? Cerchiamo di scoprirlo girovagando, ancora una volta, per le strade della stravagante San Vanelona.
Il nostro protagonista, dopo alcuni anni di gattabuia, è pronto a tornare in città per sfidare i migliori talenti dello skateboard. Durante il periodo passato al fresco, però, sono cambiate alcune cose a San Vanelona: rispetto all'originale Skate infatti, iniziando la campagna in singolo - ovviamente solo dopo aver modellato a dovere il nostro skater grazie al profondo editor a disposizione - balzano immediatamente all'occhio inedite caratteristiche introdotte con sapiente originalità. Per prima cosa è possibile scendere dalla tavola per camminare e correre liberamente attraverso la città virtuale ricreata da Black Box. Un'aggiunta, questa, che garantisce una serie di giovamenti: quando non si viaggia sull'amica tavola è consentito infatti interagire con l'ambiente circostante. Le possibilità sono in realtà piuttosto limitate ma, tramite la pressione di un singolo tasto, costruire i propri salti spostando piattaforme di varia estensione, cassonetti e panchine non sarà più un'azione riservata al mondo reale. Insomma, una bella innovazione rispetto al passato e che aggiunge ulteriori opportunità al già simulativo gameplay.
Altra fresca novità riguarda la presenza, all'interno di San Vanelona, di vere e proprie forze dell'ordine, assolutamente contrarie a sopportare miriadi di skater impazziti pronti a grindare tutto ciò che incontrano. Per completare indenni tutti gli incredibili trick, quindi, dovremo anche riuscire a sfuggire all'inviperito poliziotto di turno. Una piccola, se vogliamo, componente "stealth", a dir la verità poco approfondita, ma che gratifica ancor di più la riuscita di tutte le sfide affrontabili.
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- Una ventata d'aria fresca
- Simulazione, simulazione, simulazione...
- Errare humanum est
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Ps: Mi spiace veramente tanto che quando non si tratta di sparattutto o di action i commenti sono praticamente nulli...
comunque non lho preso e continuo a giocare con 1
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