recensione -
In occasione del decimo compleanno della serie Harvest Moon, nata nel 1997 su Super Nintendo, Marvelous Interactive ha deciso di festeggiare l'avvenimento pubblicando su Nintendo DS un nuovo capitolo che promette di racchiudere al suo interno quanto di meglio proposto da Harvest Moon in questi dieci anni: promesse mantenute? Scopritelo nella nostra recensione
Data: 27-01-2009 Recensione di Aurelio Ubaldi
Indice dei contenuti
- La quiete dopo la tempesta
- Vita di campagna
- Un gioco allegro e spensierato
Dopo un'assenza durata più di un anno, Harvest Moon, il celebre simulatore agreste, fa finalmente ritorno sulla console portatile Nintendo, piattaforma dove giochi di questo spessore riescono sempre a conquistare consensi da parte di pubblico composto perlopiù da ragazze e amanti dei titoli poco impegnativi.
A differenza degli altri Harvest Moon, L'Isola della Felicità, ha una solida trama che fa da sfondo alle azioni del giocatore: il protagonista (o la protagonista) durante una gita in mare s'imbatte in un'improvvisa tempesta che lo costringe a naufragare su di un'isola abitata da un'allegra famiglia che ha deciso di isolarsi dal caos della città per vivere in piena tranquillità. L'isola, la gente che vi ci abita e la purezza dell'ambiente convincono il protagonista a stabilirsi definitivamente in quel luogo e a iniziare una nuova vita nei panni di un agricoltore. Una volta fatte le dovute conoscenze con gli abitanti dell'isola, questi propongono, a turno, al giocatore alcuni tutorial sulla gestione delle varie attività dell'isola: zappare, seminare, raccogliere oggetti sono mansioni estremamente importanti nella carriera di un diligente agricoltore.
Armati della sola zappa e di alcune sementi, nelle prime fasi di gioco è possibile cimentarsi nella coltura di alcuni tuberi e piante da frutto elementari che permettono ai giocatori meno esperti di prendere confidenza con i comandi del gioco. Come nella vita reale, ogni pianta richiede un particolare tipo di cura rispetto alle altre: le spighe di grano, per esempio, hanno bisogno di meno acqua e di meno attenzioni rispetto alle piante di pomodoro che, se non annaffiate con costanza, muoiono dopo qualche giorno. Una volta che le vostre piante hanno fruttificato, è possibile raccoglierne i frutti e decidere se destinarli alla vendita (guadagnando denaro) o se utilizzarli per il nutrimento del proprio personaggio (noi consigliamo la prima soluzione).
Indice dei contenuti
- La quiete dopo la tempesta
- Vita di campagna
- Un gioco allegro e spensierato
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