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La mitologia greca, tornata alla ribalta sulla scia di successi come God of War, rivive anche nella nuova avventura Codemasters: un avvincente viaggio in compagnia di Giasone alla ricerca del vello d'oro. Avvincente sulla carta...
Data: 20-01-2009 Recensione di Andrea Dresseno
Indice dei contenuti
- Dalla Grecia con furore
- La nave affonda...
L'antica Grecia, gli dei, la mitologia: ingredienti utilizzati di rado nel mondo dei videogiochi, soprattutto se si pensa ad altri scenari decisamente più abusati. God of War rappresenta probabilmente l'apice del filone "action-mitologico", un concorrente a cui Rise of the Argonauts si rifà solo in parte. L'avventura di Giasone, che nel giorno del suo matrimonio vede morire la propria amata, è un viaggio contro l'ineluttabilità della morte. Contro la natura può la fede, può il potere degli dei. La morte può essere sconfitta conquistando il vello d'oro. Giasone rifiuta di dare degna sepoltura ad Alceme, preferendo al tradizionale rituale un'alternativa ben più pericolosa.
Rise of the Argonauts inizia come un classico action: Giasone, di spada e scudo munito, procede all'interno di un percorso lineare fronteggiando in sequenza gruppi di nemici. A fargli compagnia Ercole, a fare da sottofondo a ogni azione l'onnipresente mitologia greca. Un calderone di citazioni, di atmosfere antiche ed esotiche.
Dopo pochi minuti di gioco appare prepotente la natura del titolo Codemasters. Non solo azione, ma anche dialoghi e costruzione del personaggio. Componenti "ruolistiche" che puntano a donare maggior profondità al titolo. Di fronte a molti personaggi Giasone può decidere di ingaggiare una conversazione; ciò consente non solo di approfondire la narrazione, ma anche di decidere l'orientamento dei nostri atteggiamenti. Basta dare un'occhiata al simbolo che appare evidenziando le varie risposte: rappresenta una delle quattro divinità "guida" dell'avventura. Che si sia inclini all'irruenza di Ares o alla discrezione di Atena, la scelta non è senza conseguenze. In altre parole, in base alle risposte si aumenta il favore di una o dell'altra divinità. Ancor più, e qui arriviamo direttamente al secondo punto cardine del gioco, che è proprio mediante la venerazione che il personaggio acquisisce abilità extra. Durante i combattimenti, infatti, Giasone può mettere a segno delle imprese, ovvero degli obiettivi che possono essere "offerti" a piacimento alle singole divinità. Un modo intelligente per sviluppare una sorta di potenziamento ad albero del personaggio. Per esempio, dedicare le proprie imprese ad Ares consente di potenziare le proprie abilità offensive, di sbloccare nuovi attacchi e via dicendo. Attacchi che durante le fasi d'azione concedono al giocatore di utilizzare tre diverse armi - la spada, la lancia e la mazza - e di portare a termine combo che includono anche più di un'arma. Progredendo nell'avventura non solo si rendono disponibili nuove armi e armature, ma si uniscono ai combattimenti anche nuovi compagni controllati dalla CPU. La struttura da gioco di ruolo di Rise of the Argonauts, sulla carta, appare ben concepita e strutturata, e anche nei fatti, a dire il vero, se non fosse che tutte le altre componenti del gioco lasciano decisamente a desiderare.
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- Dalla Grecia con furore
- La nave affonda...
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Ho la versione 360 (avevo quella ps3, ma proprio il giorno che l'ho preso, l'harddisk mi ha dato qualche problema e ho cambiato il gioco) e forse il risultato è diverso, ma non è un gioco da buttar via.
Ok, la grafica non è il massimo (anche se gli argonauti non sono fatti male), i problemi ci sono, ma l'audio secondo me è molto bello, sia i dialoghi (definirli logorroici è un po' eccessivo) che le musiche. Il gameplay non è il massimo, si picchia e si cerca di andare avanti nelle sidequest, ma non è tutto da buttare.
Il lavoro generale non merita un'insufficienza cosi grossa dal mio punto di vista. Consiglio il gioco per un noleggio. Io l'ho comprato, e non me ne pento.
Il gameplay viene notevolmente inficiato dalla realizzazione tecnica, senza dimenticare un design arcaico, tra muri invisibili e interazione nulla. Si salva solo l'originale sistema di sviluppo del personaggio, davvero troppo poco.
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