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Gears of War

Combattere le locuste, un imperativo inderogabile. L'Esercito della Coalizione è in ginocchio, il nemico è più forte di quello che ci si poteva attendere. Nulla deve rimanere intentato, perfino se ciò significa tirare fuori dalla prigione il veterano Marcus Fenix, colpevole di disobbedienza e tradimento. Noi di GameStar siamo andati a vedere come stanno le cose...

Data: 19-11-2007 Recensione di Luca Mannurita

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La situazione è davvero brutta. Il Giorno dell'Emersione le locuste, creature del sottosuolo, umanoidi dall'orrendo aspetto e mostri animati da una furia distruttrice più unica che rara, hanno attaccato gli umani in superficie. Colti di sorpresa, le forze armate non hanno saputo opporre una valida resistenza. Impreparate alla violenza e alla determinazione di questo avversario sconosciuto, per assurdo hanno reagito usando armi chimiche e addirittura cannoni a raggi installati su satelliti orbitanti. Il primo risultato è stato sommare vittime alle vittime, distruzione alla distruzione, senza riuscire a contrastare veramente le locuste. Appare evidente quindi che le armi più potenti non bastano: bisogna combattere le locuste sul campo, con gli uomini. Uomini come Marcus Fenix, un veterano che ha affrontato decine di situazioni estreme e ne è sempre uscito vivo. Ora Marcus Fenix è in prigione per aver disobbedito agli ordini. La stessa prigione è stata attaccata dalle locuste e sta per cadere nelle loro mani: non si può perdere così una buona carta come lui, una carta che nelle mani dell'Esercito della Coalizione potrebbe fare la differenza tra la sopravvivenza e la distruzione.

Approda sui vostri PC Gears of War, il videogioco d'azione che ha reso felici moltissimi proprietari di console Xbox 360. Non senza apprensione ci prepariamo a giocare con questo importante titolo: stiamo per fare la conoscenza di Marcus Fenix, un vero duro che ha come missione quella di ricacciare nei loro buchi, letteralmente, le locuste. Non si tratta di insetti ma di creature umanoidi e di mostri assortiti che sbucano all'improvviso dal sottosuolo aprendo buchi in posizioni strategiche. La cosa non ha importanza secondaria poiché le locuste ricevono rinforzi proprio attraverso questi buchi e una granata ben piazzata li richiude, ponendo così il nemico in una posizione di svantaggio.
Ma andiamo per gradi: Gears of War è un gioco d'azione in terza persona. Ovvero trascorrete buona parte del tempo osservando il prode Fenix darvi le spalle. Ma ne vale la pena: il repertorio di animazioni e di mosse possibili, combinato con il buon numero di nemici da abbattere, è tale per cui non ci si accorge quasi di questo fatto.

Uno dei punti chiave del gioco infatti è la copertura. Gli ambienti tridimensionali in cui è ambientato il gioco infatti  sono zeppi di ostacoli, barriere, ripari di ogni genere. Marcus e i suoi compagni possono trovare riparo dietro carcasse di veicoli, muri diroccati, barriere di cemento, porte, pareti di edifici e chi più ne ha più ne metta. Basta la pressione di un tasto e il nostro eroe, che ci tiene molto alla pelle, si appiccica alla parete o si abbassa togliendo al nemico il "bersaglio grosso" ma soprattutto mettendo al riparo il prezioso cranio. Questo non significa certo che Marcus Fenix sia uno che vuole risolvere tutto con le chiacchiere. Le locuste, anche quelle dall'aspetto antropomorfo, hanno un bruttissimo caratteraccio e Fenix è la medicina migliore. L'uso delle armi è l'unico punto in comune tra lui e le locuste, l'unico argomento che entrambi conoscono. Quindi non appena possibile il nostro eroe può procedere in due modi: usando il suo intuito, cioè la vostra visuale, può sparare approssimativamente in direzione del nemico stando al riparo. Altrimenti può sporgersi temporaneamente e fare fuoco prendendo la mira. Si risparmiano proiettili ma si rischia un buco in testa.

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