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Diabolik: The Original Sin
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Dal fumetto al computer il passo sembra breve. Molte trappole attendono il criminale più famoso dei fumetti, maestro dei travestimenti, re dei ladri. Ma non sono tutte trappole tese per la sua cattura. Se la saprà cavare Diabolik tra bit, byte, poligoni e rendering? Siamo andati sulla scena del crimine e abbiamo indagato anche noi.

Data: 22-10-2007 Recensione di Luca Mannurita

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La guardia si affaccia al finestrino del treno speciale, ormai fermo da un bel po'. Passata la scarica di adrenalina dovuta all'improvviso arresto del treno, una bella sigaretta è proprio quello che ci vuole per ingannare l'attesa. Fuori, nel buio della notte, un'ombra scivola in mezzo alle altre ombre. La guardia ha gli occhi puntati nel vuoto, non si accorge nemmeno del piccolo oggetto che aderisce al fianco metallico del vagone subito sotto il finestrino. Improvvisamente spalanca gli occhi, si porta le mani alla gola, gli manca l'aria... cerca di gridare, ma stramazza sul pavimento della cabina, privo di sensi. Sembra che non debba succedere più nulla, ma poi l'ombra si avvicina al treno fermo sui binari... si appende al finestrino lasciato aperto dalla guardia e si issa a bordo. È Diabolik, il re del crimine! Lui stesso ha provocato l'arresto del treno bloccando un camion di traverso sui binari. Ora che è a bordo ha compiuto un passo in avanti verso il raggiungimento della sua meta, il primo vagone dopo la motrice. Lì, sorvegliato a vista da molti uomini armati, c'è un prezioso quadro che deve essere suo.

Ecco il nostro eroe in piena attività

Perfettamente travestito interagisce con l'ambiente

Proprio così, avete letto bene, Diabolik è ora anche nel vostro computer, pronto a offrirvi "diabolike" emozioni una dopo l'altra. I lettori del relativo fumetto forse hanno già fatto un balzo sulla sedia, contenti, preoccupati o entrambe le cose. Li comprendiamo: anche tra i redattori di GameStar c'è chi ha letto e tuttora legge di tanto in tanto le avventure di questo famoso criminale. Ma anzitutto ci teniamo a dare un'idea precisa di cosa è effettivamente questo gioco, coraggiosamente sviluppato da Artematica.
Si tratta di un interessante misto fra la classica avventura grafica e il gioco d'azione, con alcuni "ma". La maggioranza dell'interazione si svolge grazie al mouse: si punta e si clicca quando il puntatore cambia forma, suggerendo quale azione è possibile eseguire. Da qui il nome di "punta e clicca" riservato spesso a questo genere di giochi. Contrariamente a molte avventure grafiche però, il punto di osservazione non è soggettivo, ma in terza persona. Potete quindi controllare gli spostamenti del signore indiscusso del crimine nell'ambiente tridimensionale che lo circonda. La telecamera virtuale cambia inquadratura a seconda della posizione del nostro nero anti-eroe per agevolare l'esplorazione dell'ambiente e per permettere l'interazione.

Una "sequenza cinematica"...

L'esplorazione è la chiave per riempire l'inventario

Ne consegue la presenza, ormai ovvia, di un inventario utilizzabile nel classico duplice modo: combinando gli oggetti direttamente nell'ambiente di gioco oppure prima tra di loro in modo da ottenere qualcosa di nuovo. È possibile anche esaminare gli oggetti per scoprire dettagli interessanti. Due i "ma" principali a cui abbiamo accennato poco prima. Il primo, il più importante, è che in Diabolik: The Original Sin è stata inserita una interessante componente d'azione. Quando il re dei ladri si trova in una condizione particolare, dove è richiesto una dimostrazione di abilità fisica o di destrezza come saltare da un ponte che crolla o sfilare oggetti dalle tasche altrui senza farsi scoprire (non preoccupatevi: Diabolik non è diventato un banale scippatore!), dovete intervenire in modo del tutto diverso rispetto al solito. Sullo schermo appare un quadrante, annunciato da un segnale acustico, con un punto colorato al suo interno controllabile col mouse, da spostare nella direzione di un settore evidenziato entro un brevissimo lasso di tempo. Dipende da voi se Diabolik si salverà dalla caduta mortale riuscendo ad afferrare un appiglio oppure no! In altri casi si tratta di giochi di abilità: far percorrere al puntatore del mouse un dato percorso, tortuoso, senza toccarne i bordi. Il tempo limite per farlo diventa un problema solo se si indugia troppo.

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