Se non avete mai pensato di indossare la toga porpora e diventare “primus civis”, Imperium Civitas ve ne dà l’occasione. Gustosa, impedibile occasione: a un gioco solido e ben congegnato si somma la piacevolezza di una buona grafica e di una gustosa ambientazione. Noi di GameStar l’abbiamo provato con grande curiosità e interesse e ora vi raccontiamo cosa abbiamo scoperto…
Data: 05-02-2007
Recensione di Luca Mannurita
A dispetto del nome, Florentia è solo un piccolissimo agglomerato di malferme capanne strette intorno a una rudimentale basilica di legno scadente. Cesare stesso, per sapere se giudicarti degno del ruolo di condottiero, decide di metterti alla prova affidandoti Florentia e la sua gente affinché tu dimostri loro come lo splendore di Roma possa trasformare le loro vite per sempre. Il primo passo è scuotere gli schiavi dal loro intorpidito oziare e metterli all'opera: c'è da estendere l'acquedotto nella direzione in cui si intende espandere la città, c'è da costruire la baracca del falegname affinché egli possa produrre legname per i futuri cantieri, c'è da costruire la fornace per cuocere i mattoni di argilla, serviranno per realizzare gli edifici più importanti. Come se non bastasse, c'è da provvedere a tutte le necessità dei cittadini che, privati della possibilità di soddisfare le loro esigenze, potrebbero rivoltarsi. Case, templi, statue, parchi, fonti d'acqua: non bisogna tralasciare nulla. Cesare ha una grande fiducia in te: se raggiungerai lo scopo che lui ti ha prefissato ti premierà con dei doni: una statua d'oro sancisce il passaggio di Florentia da misero villaggio a vera città romana.
Imperium Civitas coniuga con successo la gestione pratica e la strategia in tempo reale, proponendo al giocatore la possibilità di far crescere una città e nel contempo di provvedere ai suoi abitanti. Non solo organizzazione delle strutture produttive, ma anche vera e propria pianificazione urbana. Lo sviluppo si concentra nelle zone vicine a corsi d'acqua, esattamente come avviene in realtà; le zone non raggiunte dall'acqua possono essere vittime di incendi se non addirittura di malattie ed epidemie.
Oltre alle risorse principali, come il legno, l'acqua e l'argilla, bisogna gestire gli schiavi. Essi sono fondamentali: trasportano le risorse per la costruzione degli edifici, senza le quali il capomastro non può fare altro che... attendere. Non solo: grazie alla intelligente progettazione di questo titolo gli schiavi sono anche coloro che trasportano le materie prime da un edificio produttivo all'altro. Dal campo di lino le pezze devono essere trasportate alla sartoria affinché vengano prodotti gli abiti; dal campo di grano la farina deve essere portata al forno dove viene prodotto il pane e questo da qui alla taverna e al mercato, dove il pane viene distribuito ai cittadini. Di fatto gli schiavi diventano una risorsa anche loro: il loro numero deve essere sempre tenuto strettamente sotto controllo e la loro distribuzione è alla base di una economia cittadina sana e robusta.
Vale la pena di spendere ancora qualche parola sul complesso funzionamento delle città in Imperium Civitas. Anzitutto lo sviluppo del tessuto urbano. Come si è detto le antiche città dipendevano fortemente dalla disponibilità di acqua nelle vicinanze perciò tutti i principali insediamenti trovavano posto proprio in prossimità dell'acqua. In Imperium Civitas il meccanismo è altrettanto valido: nonostante ci siano le fonti da costruire, esse non possono essere posizionate troppo lontane dall'acqua limitando di fatto lo sviluppo della città. C'è anche l'acquedotto, ma spesso l'orografia del terreno non permette di ampliarlo nella direzione che serve e prima o poi l'altezza insufficiente dell'acquedotto stesso impedisce il suo ulteriore prolungamento.
L'acqua non è la sola risorsa in grado di stabilire in quale direzione deve espandersi la nostra città: le risorse principali come il legname, l'argilla, il grano, la carne, i campi coltivati a uva e lino sono altrettanto determinanti anche se non tutti hanno la medesima importanza in ogni fase del gioco. Come è facilmente intuibile non bisogna tralasciare nulla: il legname è indispensabile per la primissima fase dello sviluppo in quanto le prime case sono fatte di legno e continuano a necessitare legno per la manutenzione fino a quando non salgono di livello.
La ricerca delle risorse edili contrasta spesso la spinta verso l'acqua contribuendo a creare un certo caos urbanistico: non è possibile organizzare facilmente lussuosi quartieri residenziali o avere le zone produttive lontane dal centro abitato. Nessun cittadino vuole fare troppa strada per andare a lavorare e gli schiavi se non possono rinfrescarsi alle fonti perché devono percorrere troppa strada per trasportare le merci, finiscono per ribellarsi.
Infine per aggiungere ancora più pepe al gioco sono state introdotte le necessità dei cittadini. Se agli schiavi basta un carico di lavoro moderato e un numero sufficiente di fonti d'acqua, i cittadini diventano più esigenti man mano che la città progredisce. La prima molla inarrestabile che fa scattare l'inevitabile evoluzione del villaggio in città è il passaggio dagli edifici di legno a quelli di mattoni. La necessità dei cittadini di adorare gli déi impone l'edificazione degli altari che hanno l'effetto di alzare il livello degli edifici circostanti, rendendo necessari i mattoni d'argilla. Se un edificio non riceve le materie prime per la manutenzione, a causa della mancanza di risorse o di schiavi, può accadere che al suo interno scoppi un incendio. Se anche gli edifici circostanti sono nelle medesime condizioni l'incendio si estende e non basteranno più gli uomini di una sola prefettura a tenere sotto controllo la situazione.
Si intuisce facilmente quindi che in Imperium Civitas ci siano molti fattori da tenere presenti e che questi sono tutti collegati tra loro. In questo modo ogni sfida è un continuo inseguimento del miglior equilibrio possibile, sempre tenendo ben presente qual'è l'obiettivo da conseguire: la felicità della totalità dei cittadini, oppure la distruzione di un villaggio barbaro o il raggiungimento di una determinata condizione sociale della città tra tutte quelle dell'Impero Romano.
Dal punto di vista grafico Imperium Civitas riserva diverse sorprese. La telecamera virtuale gode di una discreta libertà di movimento e può visualizzare il territorio dalle più diverse distanze e angolazioni. Si passa da un livello di zoom tale da somigliare a una foto scattata da un satellite a inquadrature orizzontali fatte da sopra le teste dei cittadini. Queste rendono particolarmente bene poiché il cielo e l'orizzonte, solitamente montuoso, non sono stati affatto trascurati e sono resi ottimamente. Presenti anche numerosi effetti speciali come pioggia, temporali, tramonti infuocati e mattini dorati. L'anti-alias è regolabile e aumenta la morbidezza dell'immagine in generale.
Le texture sono ben realizzate e non perdono molto nelle inquadrature ravvicinate mentre i modelli tridimensionali dei cittadini, sebbene rivelino la loro semplicità, inquadrati da vicino mostrano animazioni interessanti e piacevoli da osservare. L'ottima varietà di edifici poi rende molto movimentata e piacevole la città. Basti pensare che solo per le abitazioni esistono diversi modelli tridimensionali: la capanna di legno, due o tre tipi di casa in mattoni, diverse domus in pietra e poi le splendide “villae”, realizzate in pietra e marmo. Se a ciò si aggiungono gli edifici produttivi, le cave di marmo e pietra, gli edifici pubblici come la prefettura, le terme, il teatro, la taverna, il tempio... dopo poche ore di gioco la città sembra davvero vivere una vita propria: strade affollate, gente che va ognuna per la sua strada con i suoi pensieri per la testa.
Il livello di precisione di questa “simulazione di città romana”, come Imperium Civitas potrebbe essere definito, consente di poter selezionare il singolo cittadino, il singolo schiavo e di conoscere così le sue necessità e le sue condizioni in quel preciso momento. Addirittura è possibile impartire a ciascuno dei semplici ordini come “smetti di lavorare”, “soddisfa la tua esigenza attuale” e “torna al lavoro”. Attraverso la voce dei cittadini il giocatore può farsi un'idea di come sta andando la città: nonostante i rischi di rivolta siano prontamente segnalati, come gli incendi e gli altri eventi importanti, è importante tenere conto del fatto che la città si divide naturalmente in zone, ognuna con una sua micro-economia e col suo status sociale. I cittadini di un quartiere potrebbero essere felicissimi mentre nel resto della città aleggia il malcontento generale. A questo proposito diventa importantissimo l'audio: selezionando un cittadino esso infatti commenta la sua situazione esprimendo con precisione soddisfazione o malcontento. Ciò dà una profondità unica a Imperium Civitas, regalando al giocatore la sensazione di stare davvero governando una città con una popolazione di individui.
Nonostante Imperium Civitas sia quasi completamente privo della componente bellica, risulta ugualmente avvincente e impegnativo. Alcune missioni prevedono la distruzione dei villaggi barbari che minacciano la città e Roma stessa: la difesa è automatica, posto che siano presenti le torri di guardia a difesa del territorio urbano, mentre l'attacco è suddiviso grossolanamente in distruzione del nemico e sua riduzione in schiavitù. Quest'ultimo metodo rappresenta una valida alternativa all'acquisto degli schiavi, pagati in oro sonante. Anche l'attacco è automatico: a seconda delle risorse e delle strutture produttive presenti la caserma è in grado di addestrare diversi tipi di soldati che poi, una volta all'attacco, sono totalmente autonomi.
Difficile trovare difetti in Imperium Civitas: sembra un gioco solido, non certo innovativo ma davvero divertente. Diverse le possibilità di gioco che allettano il giocatore a cimentarsi in diverse attività. La "Missione del Cesare" consiste nel prendere le redini di un insediamento a volte già parzialmente avviato e raggiungere gli obiettivi imposti da Cesare stesso; diversamente con la "Sfida Civitas" si può scegliere una città di proprio gradimento e condurla fino alla grandezza affrontando tutte le difficoltà fin da principio. Il gioco poi è in grado di valutare le prestazioni del giocatore assegnando un punteggio basato sugli edifici, sulle risorse, sul tempo impiegato e altri parametri importanti e di confrontare il punteggio con quello degli altri giocatori scaricando i dati dai server del gioco raggiungibili tramite Internet. Non manca il tutorial, efficae e approfondito, e la modalità denominata "Città Romane" che consente di affrontare la carriera politica fin dalla fondazione della città.
L'ambientazione ai tempi dell'antica Roma, la completa localizzazione in italiano, la semplicità di utilizzo grazie al potente e ingegnoso menu gerarchico detto “rotae” e la complessità del gioco in generale rendono Imperium Civitas un ottimo gioco per trascorrere del tempo, molto tempo, misurandosi con le proprie capacità strategiche e di pianificazione.
Richiesto un Pentium 4 da 1,8 GHz, 512 MB di RAM, 1,2 GB di spazio su disco, scheda video con almeno 64 MB. Consigliamo un Pentium 4 da 3 GHz, 1 GB di RAM, scheda video con 128 MB di RAM, scheda audio, lettore DVD-ROM. Funziona con Windows 98SE/2000/XP. Tutto il sistema deve essere compatibile DirectX 9.0c
Gradevole, semplice e impegnativo insieme, grafica bella, interfaccia “rotae” efficace, corposo manuale a colori e aiuto nel gioco
Nulla da segnalare