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Commandos Strike Force
 
 
 
 

I Pyro Studios ci hanno abituato a strategici in tempo reale di qualità e decisamente divertenti. Con Commandos Strike Force hanno deciso di cambiare genere pur mantenendo un certo legame con la serie che li ha resi noti in tutto il mondo. Riusciranno anche questa volta a stupirci o il risultato ottenuto non sarà all’altezza delle aspettative?

Data: 23-01-2006 Anteprima di Giovanni Torcasso

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Altri contenuti su Commandos Strike Force:
- Immagini di Commandos Strike Force
- Primo Trailer di Commandos Strike Force (Video)
- Secondo Trailer di Commandos Strike Force (Video)

A meno che non abbiate già guardato le immagini allegate a questo articolo (e in questo caso vi siete rovinati la sorpresa… peccato), mi sembra doveroso avvertire voi lettori che, nonostante il titolo possa trarre in inganno, Commandos Strike Force non è il nuovo capitolo dell’omonima serie che ci ha accompagnato fino ad oggi con i suoi tre entusiasmanti episodi, ma un gioco totalmente diverso che eredita dai predecessori solo il nome e qualche altro piccolo particolare. Questa nuova fatica targata Pyro Studios, infatti, si presenta come uno sparatutto in prima persona in cui dovremo indossare i panni dei membri della Strike Force; ovvero una squadra di soldati abilissimi composta da un berretto verde, un cecchino e una spia.
Per superare le 14 missioni single-player, ambientate in Francia, Norvegia e Russia, dovremo essere in grado di infiltrarci, sabotare, demolire, assassinare, spiare, effettuare ricognizioni e rapire, nonché sfruttare al meglio le particolari caratteristiche di ognuno dei tre personaggi del gioco.

La spia e il cecchino in un filmato realizzato con il motore grafico

Mentre disinfesto il campo dai nazisti in alto a sinistra mi compaiono immagini riguardanti eventi importanti del gioco.

Il berretto verde, infatti, risulta essere un maestro d’arme votato al combattimento; è più resistente ai colpi degli avversari, può raccogliere dai cadaveri dei nemici (ed utilizzare) qualsiasi tipo di arma da fuoco, è capace di combinare diversi tipi di arma per ottenerne una più efficace e potente, è in grado di curare i commilitoni feriti ed infine ha più resistenza nella corsa o sott’acqua. Il cecchino è micidiale (soprattutto dalle giuste postazioni) grazie alla capacità di utilizzare il suo fucile di precisione, inoltre possiede una specie di “slow motion” con cui rallentare il tempo per prendere meglio la mira (nel gioco questa capacità viene chiamata “trattenere il fiato”). La spia, infine, è in grado di rubare le divise avversarie per infiltrarsi nelle basi nemiche senza essere notato.
Come si può notare dalle caratteristiche dei tre personaggi, Commandos Strike Force, ha cercato di ereditare dai suoi predecessori la possibilità di concludere le missioni in modo non lineare, ovvero lasciando al giocatore la possibilità di scegliere tra un approccio votato alla forza bruta (quindi con l’utilizzo quasi esclusivo del berretto verde o del cecchino), tra quello votato alla silenziosità (utilizzando la spia) e tra quello misto (ovvero utilizzando tutti e tre i personaggi).

La scritta in giallo indica che l’ufficiale diventerà sospettoso se si accorgerà di me… i soldati, invece, mi stanno ignorando.

L’obiettivo? Assaltare quella baia… mi piace!

A questo punto bisogna chiedersi se questa “conversione” da strategico in tempo reale a sparatutto 3D possa davvero soddisfare i vecchi fan o, perché no, attirarne di nuovi.
Nella copia da noi provata, contenente le prime cinque missioni del gioco, si è notato subito (soprattutto dal briefing delle missioni che da 2 pagine di descrizione e preparazione è passato a due righe in croce) come l’approccio sia più orientato all’azione che al ragionamento vero e proprio (diciamo pure che alla Pyro non hanno voluto sfornare un nuovo Doom 3, ma neanche un nuovo Splinter Cell). Gli obiettivi delle missioni, infatti, si aggiornano man mano durante lo svolgimento della partita attraverso i frequentissimi filmati realizzati con lo stesso motore grafico del gioco lasciando pochissimo spazio al ragionamento e moltissimo all’istinto.

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