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Nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, mentre la lotta tra nazisti e russi infuria sullo sfondo di una Berlino semidistrutta, un cecchino americano viene mandato nella capitale tedesca per porre un freno alle mire nucleari della Russia. Non so a voi, ma a me sembra un obiettivo un po' troppo rischioso per una sola persona...
Data: 26-08-2005 Anteprima di Andrea Dresseno
Continuano a proliferare videogiochi ambientati in periodi storici reali e fondamentali per la nostra cultura. Dalla Guerra del Golfo alla Guerra in Somalia, ma soprattutto le due Guerre Mondiali, tutti eventi che si prestano ad essere riutilizzati nei videogiochi, in particolar modo negli sparatutto. Sniper Elite non fa eccezione. Si tratta infatti di uno sparatutto in terza/prima persona ambientato a Berlino durante il secondo conflitto mondiale, sviluppato dai ragazzi della Rebellion e distribuito da Namco.
Sniper Elite ci mette nei panni di un cecchino: bando quindi alla violenza sregolata e alla pura azione, attenzione alla precisione e al calcolo ragionato. Ed è essenzialmente questa la novità più rilevante del nuovo gioco Namco, caratteristica distintiva e che allo stesso tempo cerca di dare a Sniper Elite una maggior profondità a livello di gameplay. Il gioco non rinuncia a fasi più esplorative e d'azione, tipiche delle avventure/action belliche, ma la struttura delle missioni conferma ben presto che la strategia vincente consiste proprio nel dare libero sfogo alla nostra natura da cecchini.
Le missioni infatti si preannunciano estremamente differenziate, e ciò dovrebbe contribuire a tener desta l'attenzione del giocatore. Per quanto l'ambientazione storica non consenta certo di sbizzarrirsi in tal senso, le prime impressioni confermano un certo impegno in fase di progettazione dei livelli. Tra la distruzione di determinati obiettivi o la necessità di infiltrarsi in edifici nemici, l'interesse trae giovamento dall'utilizzo del nostro fidato fucile a precisione. La visuale in soggettiva in Sniper Elite si alterna quindi molto spesso a quella in terza persona, e ben presto si impara che binocoli e obiettivi di precisione sono elementi fondamentali per la nostra sopravvivenza. Trattandosi di un vero e proprio "simulatore di cecchino" gli sviluppatori hanno approfondito con maggior cura gli aspetti realistici di tale "professione". La forza di gravità e il vento, tanto per fare due esempi, sono elementi che influenzano la precisione e la conseguente riuscita delle nostre attività. La versione dimostrativa testata da GameStar ha messo in luce anche una buona intelligenza artificiale dei nemici, che tendono ad accorgersi, ad esempio, del nostro nascondiglio qualora un colpo non vada a segno (leggasi: hanno avuto la fortuna di sopravvivere).
Le premesse per un buon titolo ci sono tutte. Resta da vedere se gli sviluppatori riusciranno a mantenere alta la varietà di gioco. Sicuramente dal punto di vista grafico il lavoro svolto è più che discreto: la palette cromatica, per quanto limitata, riesce a rendere il realismo dell'ambientazione, così come la tendenza a "sfumare" leggermente edifici ed elementi di contorno. Esteticamente riuscita anche l'idea che la camera virtuale segua la pallottola lungo il tragitto verso il suo bersaglio. Il gioco completo dovrebbe presentare anche una modalità cooperativa a due giocatori e alcune modalità online, che al momento non ho ancora avuto modo di testare. Per porre rimedio a tale mancanza non vi resta che attendere la recensione che verrà pubblicata in concomitanza con l'uscita del gioco, fissata per settembre.
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