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Abbiamo provato una versione preliminare del quarto episodio della serie di simulatori di sommergibili Silent Hunter e siamo stati immediatamente trasportati in zona di guerra. Bersaglio: i convogli di navi giapponesi cariche di rifornimenti, carburante e veicoli, scortate da navi da guerra attente e ottimamente equipaggiate per la guerra ai sommergibili. Effetti speciali, ambienti tridimensionali, realismo regolabile a seconda delle proprie capacità e dei propri gusti. Silent Hunter 4 si presenta in anteprima come un simulatore completo. Ecco le impressioni di GameStar.
Data: 05-03-2007 Anteprima di Luca Mannurita
A bordo del sommergibile U.S.S. Barb di classe Gato regna un silenzio innaturale, non considerando i sinistri scricchiolii dello scafo e i rumori dei macchinari di bordo. Gli ordini vengono sussurrati quasi religiosamente e quando il comandante ordina di sollevare il periscopio di attacco, tutti sembrano trattenere ancor di più il fiato. Il periscopio infatti produce della schiuma in superficie ed è probabile che qualche attenta vedetta giapponese lo scorga e dia l'allarme. Presto il contatto visivo conferma le informazioni del sonar di bordo: un convoglio di navi mercantili sta transitando davanti alla prua del sommergibile, apparentemente ignaro della sua presenza. Il comandante fa appena in tempo a calcolare una soluzione di tiro per le navi più interessanti quando il classico "ping" di un sonar attivo fa rabbrividire tutti: un solerte caccia giapponese è già sulle tracce del lupo di mare in immersione. Il comandante è un osso duro: prima di ordinare l'immersione a quota settanta metri svuota tutti i tubi di lancio di prua. Le esplosioni delle bombe di profondità squassano la nave: forse la decisione del comandante americano ha condannato lui e il suo equipaggio alla più orribile tra le morti in mare? Cosa avreste fatto al suo posto? La risposta potreste trovarla dentro Silent Hunter 4: Wolves of the Pacific. Se avete il coraggio di cercarla.
È facile immaginare di cosa stiamo parlando: la celebre serie di simulazioni di combattimento sottomarino è giunta al quarto episodio e ora tocca alla guerra nel Pacifico. Silent Hunter 4: Wolves of the Pacific si propone di raccontare la dura vita del sommergibilista americano mettendovi nei panni del sommergibilista stesso. Abbiamo potuto dare uno sguardo a una versione preliminare di Silent Hunter 4: Wolves of the Pacific e abbiamo trovato un promettente simulatore di combattimento navale. Certo, la versione preliminare non è esente da difetti ma tutti i problemi non possono nascondere le qualità di questo titolo. Ma andiamo con ordine.
Anzitutto la grafica: gli appassionati di simulazione sono probabilmente abituati alle stazioni completamente tridimensionali, ormai una caratteristica comune. Anche nel caso di Silent Hunter 4: Wolves of the Pacific non manca questa caratteristica. In molte delle stazioni, tranne quella del periscopio, potete muovere la testa in tutte le direzioni e godere della vista degli interni del sommergibile e dei vostri uomini al lavoro. Strumenti funzionanti, pulsanti da attivare e leve da spostare finché tutto va bene. Se il sommergibile viene colpito appaiono anche sbuffi di vapore e minacciosi spruzzi d'acqua a ricordarvi che siete tutt'altro che invisibili e inafferrabili anche se state sotto la superficie del mare.
A vostra disposizione anche telecamere esterne che mettono in evidenza la cura nella realizzazione delle navi, dell'ambiente marino e degli effetti speciali. Disponibile anche una "event camera", una telecamera virtuale totalmente automatica che si attiva tutte le volte che succede qualcosa di importante: il lancio di un siluro, l'attacco di un caccia con bombe di profondità, un siluro andato a segno. Per il momento questa telecamera offre immagini all'interno di una piccola finestrella che appare in sovraimpressione alla schermata corrente: ci auguriamo che nella versione definitiva venga data l'opportunità di ingrandirla un po' per poter godere appieno del lavoro fatto nella realizzazione degli "esterni" di questo gioco. A questo proposito non si può non citare la resa della superficie dell'acqua, i colori del cielo soprattutto al tramonto e all'alba, l'aggiunta di tocchi come i gabbiani che occasionalmente entrano nel campo visivo, anche in quello del periscopio.
Quasi ci sembra di sentire qualcuno che protesta invocando il realismo che deve caratterizzare i simulatori. In questo caso Silent Hunter 4: Wolves of the Pacific offre la possibilità, come di consueto, di attivare e disattivare diverse opzioni che regolano il realismo. Tra queste ci sono anche le telecamere esterne: disabilitarle rende la battaglia a bordo del sommergibile ancora più... immersiva.
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