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Il genere tattico a squadre è decisamente disertato dagli sviluppatori ultimamente, ma la serie Ufo è un punto di riferimento per gli appassionati. Vediamo come si comporta l’ultimo arrivato della serie...
Data: 16-03-2007 Recensione di Davide Pessach
Il primo titolo della serie Ufo (prodotto dalla mitica Microprose) si chiamava in europa “Ufo: Enemy unknown” e metteva il giocatore al comando di una improvvisata difesa terrestre alle prese con un’invasione aliena in grande stile. Il titolo offriva una raffinata miscela di strategia, gestione economica e azione tattica, con l’accento su quest’ultima, sia a livello quantitativo che qualitativo. La gestione della propria base, dell’economia, della ricerca erano funzionali all’aspetto militare, quindi alla disponibilità di squadre addestrate e ben equipaggiate.
Ne scaturiva un prodotto estremamente equilibrato e in grado sia di porre interessanti questioni strategiche sia di immergere il giocatore in situazioni coinvolgenti e ricche di pathos e drammaticità.
Il successo di Ufo Enemy unknown fu assoluto e il titolo di miglior rappresentante del genere non fu suo solo per l’avvento di un gioco assolutamente stellare nel suo genere come Jagged Alliance 2 (tuttora uno dei migliori rappresentanti del genere).
Afterlight segue una ridda di titoli che sono seguiti al gioco originale e presenta uno scenario decisamente oscuro e deprimente per la razza umana: relegata su Marte dalla presenza aliena sulla Terra dovrà cercare di ricrearsi un pianeta ospitale ricominciando il cammino di civilizzazione a partire da una piccola colonia e da un pugno di coraggiosi avventurieri.
Al giocatore è offerta quindi un’interfaccia in grado di seguire completamente gli aspetti gestionali e militari della colonia. Più precisamente (e praticamente) dovrete gestire la costruzione della vostra base (o basi), la ricerca scientifica, la produzione industriale, il personale, l’equipaggiamento e le squadre d’assalto. Il tutto tenendo sotto controllo quanto succede sui territori che controllate.
Se tutto questo vi sembra tanto sappiate, comunque, che Ufo Afterlight nei primi minuti di gioco prende il giocatore per mano e lo conduce attraverso una serie di “missioni-tutorial” che illustrano in maniera assolutamente esaustiva (forse anche troppo) ogni aspetto del gioco.
Finito il tutorial, però, avrete la responsabilità totale dell’intera colonia umana su Marte e il compito è decisamente impegnativo. A venirvi in aiuto sarà un’interfaccia ben realizzata con diversi menù a scomparsa, assistenti in carne e ossa (virtuale) e un globo zoomabile e ruotabile dal quale gestire le vostre operazioni sul campo.
Ogni settore viene gestito con un forte focus sul personale che avete a disposizione (tecnici, scienziati e soldati): ogni soggetto ha un preciso set di abilità che possono essere incremente con l’esperienza. Si tratta di un interessante “scivolata” verso i giochi di ruolo che vi farà affezzionare ai componenti del vostro team, oltre che darvi la possibilità di fare un micromanagement decisamente preciso sulle attività della base.
E’ interessante notare che il pool di umani che avete all’inizio del gioco è destinato a rimanere quello per tutto il tempo; creare robot e gestire alleanze con le altre civiltà è, però, sempre possibile...
A ogni modo, questa gestione è legata a doppio filo alle missioni sul campo: il pool di uomini da cui attingere è infatti lo stesso (potete portarvi anche tecnici sul campo per compiti di recupero informazioni), gli skill utilizzati anche e le armi provengono dai vostri laboratori di ricerca e dallo stabilimento di produzione...
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